Nella giornata di venerdì 6 febbraio, in tutta Europa, si è svolto lo sciopero dei portuali contro il passaggio delle armi dai porti. Uno sciopero che in Italia ha visto Genova come capofila, con i camalli del Calp e dell’Usb in prima fila, supportato da tutta una serie di sigle varie del mondo antagonista militante. Numerosi manifestanti sono arrivati da varie parti d’Italia per offrire il proprio sostegno alla causa dei portuali per la Palestina, perché benché la causa sia stata presentata come generica, l’hummus sul quale si basa è quello. Lo dimostrano le sigle che si sono affiancate alla manifestazione ma anche il ringraziamento che nella giornata di ieri è arrivato da Hamas ai portuali del Mediterraneo.
Quella che in Europa è classificata come organizzazione terroristica, che ha organizzato il pogrom in Israele del 7 ottobre e tutta una serie di operazioni del terrore, ha rilasciato un breve comunicato con il quale ha affermato di apprezzare le decisioni di "oltre 20" sindacati dei lavoratori portuali, "in particolare in Grecia, Italia, Turchia, Spagna e Marocco, di sospendere il lavoro per un giorno intero". Ora Hamas si rivolge a tutti i portuali del mondo, invitandoli “ad ampliare le loro campagne di solidarietà con il nostro popolo palestinese, che sta affrontando una guerra genocida ancora in corso”. Il comunicato è stato diffuso da Al Jazeera e fornisce un quadro di visione importante di quello che sono i movimenti per la Palestina in Italia ma, in generale, in Europa.
Ieri, invece, a Milano si è tenuta la cosiddetta manifestazione nazionale contro le Olimpiadi ma anche contro l’Ice americana e, già che c’erano, anche per la Palestina e per l’ambiente. D’altronde, più temi si riescono a far stare in un'unica manifestazione, più persone si riescono ad attirare per fare numero: è un concetto basilare. In piazza c’erano qualche migliaio di persone e tra i vari slogan contro la manifestazione olimpica che sta mettendo Milano e l’Italia al centro del mondo hanno trovato spazio anche gli slogan per chiedere la liberazione di Mohammad Hannoun, accusato di essere il braccio italiano di Hamas.
Ha preso la parola proprio il figlio nel corso della manifestazione, secondo il quale il padre “è una delle prime vittime della guerra della destra alla giustizia, alla libertà e alla Palestina. Abbiamo visto cosa c'era negli Epstein files. Daranno Gaza a un gruppo di pedofili”