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Caso Orlandi, indagata l’amica ma non corrisponde alla descrizione

Sciolto il presunto mistero dei documenti del Sisde sul caso Orlandi. Le ragioni dietro le indagini della compagna di scuola, anche se la descrizione non corrisponderebbe

Chi l'ha visto? / Rai
Chi l'ha visto? / Rai
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Non ci sarebbero pagine mancanti del documenti del Sisde che trattano il caso di Emanuela Orlandi. Laura Sgrò, legale della famiglia, ospite a “Chi l’ha visto?” insieme con Pietro Orlandi e il cugino Pietro Meneguzzi, ha chiarito il presunto mistero: “È un errore di digitalizzazione. Nel momento in cui ne è stata fatta richiesta, il documento è arrivato integralmente”. In pratica le pagine che tratterebbero indagini ravvicinate su amici e parenti della giovane scomparsa il 22 giugno 1983 non solo ci sarebbero tutte, ma non sarebbero più neppure riservate.

Intanto ha destato scalpore l’iscrizione nel registro degli indagati, per false dichiarazioni al pm di Laura Casagrande, ex compagna di scuola di Emanuela Orlandi. La donna avrebbe, nel tempo, fornito tre diverse versioni: alla testimone suor Dolores, ai carabinieri nel corso delle prime indagini e infine oggi alla Commissione parlamentare d’inchiesta. Ma è lei la ragazza vista in compagnia di Emanuela alla fermata dell’autobus il giorno della scomparsa?

Emanuela, ricostruisce la trasmissione di Rai 3, sarebbe sparita in 20 minuti, nel tragitto tra la scuola di musica che frequentava a Roma e la fermata dell’autobus. Con lei sarebbe stata vista una ragazzina alta allo stesso modo, con i capelli neri, ricci e corti. Era Casagrande? Di quest’ultima si sa che a casa sua sarebbe giunta, 11 giorni dopo la sparizione, la telefonata del presunto rapitore, il quale le avrebbe fornito alcune istruzioni, che sarebbero state riportate immediatamente agli inquirenti dell’epoca.

Casagrande avrebbe preso di tanto in tanto l’autobus con Emanuela Orlandi, ma non sarebbe stata a conoscenza della sua vita privata, né si sarebbe accorta di eventuali pedinamenti. Suor Dolores, come detto, riconosce in Casagrande la ragazza misteriosa alla fermata dell’autobus, e gliene chiede conto: alla religiosa l’indagata spiega di essere stata qualche minuto con Orlandi alla fermata, ma poi di averla lasciata lì per prendere un altro autobus con delle amiche.

Il 4 agosto 1983 Laura Casagrande riferisce ai carabinieri di essere uscita in fretta da scuola per andare a casa: non racconta di essere stata alla fermata con Orlandi, ma solo di averla vista da lontano e di aver chiesto di lei ai compagni. Alla Commissione parlamentare avrebbe riferito invece di non ricordare di essere uscita da scuola con lei. Inoltre non corrisponderebbe alla descrizione della ragazza misteriosa: le compagne di Emanuela Orlandi erano tutte più alte di lei, e Casagrande ha spiegato di aver iniziato a fare la permanente nell’estate successiva alla scomparsa.

“A me la cosa che ha colpito più di tutte è che arriva una telefonata a casa, da parte di quelli che all’epoca tutti consideravano dei terroristi internazionali, la mamma

risponde al telefono, e passa una bambina di 14 anni, e lei scrive tre pagine con calma sotto dettatura. Cioè potrei anche pensare che non c’è stata neanche quella telefonata”, ha commentato in studio Pietro Orlandi.

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