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Crans-Montana, Elsa dimessa dopo 58 giorni dalla terapia intensiva: chi è la 15enne di Biella

La ragazza è stata l’ultima a rientrare dalla Svizzera: fino a febbraio le sue condizioni non erano compatibili col trasporto. Ora per lei inizia una nuova fase verso il ritorno a casa

Crans-Montana, Elsa dimessa dopo 58 giorni dalla terapia intensiva: chi è la 15enne di Biella
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Dal Cto di Torino arriva una bella notizia: Elsa Rubino, una delle vittime dell’incendio di Crans-Montana, è stata dimessa dopo 58 giorni di ricovero in terapia intensiva. Ora per lei si prospettano alcune settimane di ricovero all’ospedale pediatrico Regina Margherita di Torino prima di tornare finalmente a casa, nella sua Biella. La 15enne era nel locale Le Constellation quella notte quando il rogo ha avvolto tutto, portando con sé anche le vite di 41 persone, per lo più minori. Per oltre 20 giorni è stata in coma, svegliandosi lo scorso 23 aprile, ed è la vittima italiana che ha trascorso più tempo ricoverata in Svizzera, oltre un mese, perché le sue ferite erano talmente gravi da non permettere un trasporto sicuro in Italia.

“È stato un percorso molto difficile, uno dei momenti peggiori dopo il 31 dicembre. Non lo avremmo potuto superare senza l'aiuto di medici, infermieri e oss che ci hanno accompagnati passo passo nelle nostre paure. Abbiamo lavorato come un team, ora per noi è come lasciare una famiglia. Andiamo verso un'altra destinazione ma siamo stati rassicurati su come verrà seguita Elsa”, ha dichiarato il papà della ragazza, Lorenzo, che ha raccontato anche che, quando alla ragazza è stata comunicata la dimissione, lei ha pianto. Da alcune settimane, inoltre, la giovane ha ripreso a studiare in remoto, avvicinandosi passo dopo passo a un ritorno a una nuova normalità. “Elsa sta bene. Ovviamente ha momenti di fragilità ma ha le risorse di una ragazza di 15 anni, ha voglia di riprendere la sua vita, di vedere i suoi amici, ha iniziato il percorso scolastico nella speranza di non perdere l'anno”, ha spiegato la mamma, Isabella.

“Da quando è arrivata abbiamo dovuto affrontare delle complicanze veramente drammatiche e ne siamo usciti grazie al lavoro di tutti. Questa è la forza di un centro ustionati come il nostro, dove oltre agli anestesisti e ai chirurghi plastici abbiamo coinvolto chirurghi generali, psicologi, psichiatri, gastroenterologi, dietiste, fisiatri e fisioterapisti, nefrologi, logopediste, una quantità di specialisti enorme, che hanno vissuto e sono passati dentro il centro a seguire Elsa e gli altri pazienti”, ha spiegato il direttore del Centro grandi ustionati, Massimo Navissano. “Siamo contenti di poter dire che la fase acuta e a rischio vita è superata, ora inizia una nuova fase, quella degli esiti.

Elsa resterà ricoverata per ancora per qualche settimana per un percorso di demedicalizzazione, sarà un passaggio intermedio in modo che sia più dolce passare dalla terapia intensiva e sub-intensiva a casa”, ha aggiunto il medico.

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