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Domenico, quei 4 minuti decisivi: una telefonata dimostra l'errore

Proseguono le indagini sul bambino morto a Napoli dopo il trapianto di cuore. Il fattore tempo sta risultando determinante per comprendere che cosa sia accaduto il 23 dicembre

Domenico, quei 4 minuti decisivi: una telefonata dimostra l'errore
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Sono trascorse due settimane dalla morte del piccolo Domenico Caliendo, il piccolo di due anni ricoverato in condizioni critiche all'ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito a causa di una serie di errori umani.

Gli inquirenti stanno cercando di fare luce sul caso che ha travolto l'intera Italia e molti dettagli cruciali sono già venuti a galla. La procura di Napoli sta analizzando con la massima attenzione l'intera catena di azioni che hanno portato alla tragedia. I recenti dettagli emersi confermerebbero che alla base del disastro ci sia stata un'erronea gestione della procedura.

In particolare, il fattore tempo sta risultando determinante per comprendere che cosa sia accaduto il 23 dicembre. Il giorno in cui è iniziata la fine per Domenico e la sua famiglia.

Stando a quanto riferito dal Corriere della Sera, gli investigatori hanno messo agli atti la registrazione di una telefonata che smentirebbe la versione riportata da alcuni soggetti coinvolti nel caso. La linea temporale è determinante: alle 14.22 la dottoressa Farina telefona in sala operatoria per avvisare di trovarsi nel parcheggio del Monaldi, ma, come è emerso dall'attività investigativa, alle 14.18, dunque quattro minuti prima, il dottor Oppido aveva già clampato l'aorta del piccolo paziente, cominciando l'espianto. Nessuno, in sostanza, aveva ancora verificato le condizioni del nuovo cuore destinato al bambino. Il controllo viene fatto quando ormai è troppo tardi. Come purtroppo ormai sappiamo, il cuoricino arrivato da Bolzano, trasportato in maniera erronea, era ridotto a un blocco di ghiaccio. Nonostante i tentativi di recuperarlo, l'organo, irrimediabilmente danneggiato, non era più in grado di pompare sangue.

La tragedia della morte di Domenico ha portato grande sconvolgimento in tutto il Monaldi, tanto che nell'Azienda ospedaliera dei Colli si è creata una profonda frattura.

Ci sono state le dimissioni, poi ritirate, del direttore amministrativo Alberto Pagliafora, che, in ogni caso, non è direttamente coinvolto nel fatto. Tanti operatori hanno a loro volto presentato le loro dimissioni, alcuni hanno chiesto il trasferimento.

Un clima teso, pesante, mentre ancora si piange una piccola vita interrotta troppo presto.

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