“Forza Chiara”. È la frase contenuta in un video circolato per il web - e forse ancora oggi in circolazione - e relativo a un filmato di revenge porn ante litteram, ossia uno spezzone di intimità che un giovane avrebbe diffuso dopo la rottura con la propria ragazza, quest’ultima al tempo ancora minorenne. Se ne fa cenno in uno dei messaggi che Andrea Sempio, indagato per il delitto di Garlasco, avrebbe scambiato nel forum Italian Seduction, da lui frequentato tra il 2009 e il 2016.
Leggendo quelle parole in tanti hanno gridato allo scandalo, pensando che la Chiara in questione fosse Chiara Poggi, uccisa appunto a Garlasco il 13 agosto 2007, per il cui omicidio Sempio è indagato. Ma non si deve saltare alle conclusioni, benché sia comprensibile come questo caso susciti la passione di molte persone: stando a quanto dichiarato da uno dei legali dell’indagato, l’avvocato Liborio Cataliotti, si farebbe riferimento “a un caso di revenge porn degli inizi degli anni 2000”. Un notissimo caso di revenge porn, verrebbe da aggiungere, forse divenuto tanto celebre non solo perché ha coinvolto una minorenne, ma proprio perché il primo in un mondo che stava per aprirsi all’internet domestica di massa.
La datazione di questo video è complessa. Si parla di un girato che risale al 1998, quando cioè gli smartphone non erano neppure nelle fantasie di Steve Jobs, e forse immesso nella Rete nel 2002. Difficile dirlo, proprio perché questo filmato, diffuso dal ragazzo protagonista con i suoi amici e poi affidato al web, come ogni organismo che assuma una propria vita, è finito per percorsi vari e imprevisti, fino a diventare una sorta di tormentone.
All’epoca i social network erano al loro status larvale: c’erano MySpace, Friendster, si chattava con Msn Messenger. Ma soprattutto si utilizzavano piattaforme peer to peer, come eMule oppure Limewire, in cui ogni utente, abbassando il proprio firewall, metteva a disposizione dal proprio computer (la cosiddetta “fonte”) filmati e audio di ogni tipo, per lo più film e musica pirata, ma anche altro, come ha alla fine dimostrato questa prima vicenda di revenge porn. Che all’epoca non si chiamava ancora neppure così, o almeno non in Italia dove non era un fenomeno conosciuto, e dove sarebbe diventato reato solo nel 2019 con l’introduzione del Codice Rosso.
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Nel video “Forza Chiara” - viene riportato da più fonti - si ascoltava
un dialogo tra il ragazzo e la ragazza ritratti: lui la convinceva a girare il filmato, promettendo che non l’avrebbe visto nessuno all’infuori di loro due, dato che lei era molto reticente. Il resto della storia è noto.