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"Toscane Occitane": ecco come la Francia vuole "rubarci" la Toscana (con l'ok dell'Europa)

La regione francese dell'Occitania ha lanciato il progetto turistico "La Toscane Occitane", finanziato con le risorse dell'Unione Europea. Ma nonostante le proteste dell'amministrazione regionale della "vera" Toscana, la Francia non sembra intenzionata a fare un passo indietro

Una delle locandine promozionali de "La Toscane Occitane"
Una delle locandine promozionali de "La Toscane Occitane"

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"Made in Italy", ecco come la Francia vuole "rubarci" la Toscana (con l'ok dell'Europa)

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Il governatore della Toscana, Eugenio Giani, lo aveva definito senza mezzi termini "un reato", invitando nei giorni scorsi gli ideatori dell'iniziativa a fare un passo indietro. Ad oggi però, l'invito del Pd è stato idealmente rispedito al mittente: non solo il sito web de "La Toscane Occitane" continua a quanto pare a raccogliere prenotazioni, ma la pagina Facebook del consorzio in questione (seguita da oltre 17mila utenti) continua a pubblicare quotidianamente scorci del territorio locale che rimandano volutamente ai paesaggi toscani. Questa la polemica sorta fra Regione Toscana e la regione francese dell'Occitania, che rischia di rappresentare un nuovo motivo di contrasto fra Italia e Francia. Tutto è iniziato nei giorni scorsi, quando l'uffico turistico dell'Occitania ha lanciato una campagna turistica promozionale per invogliare i turisti a visitare la zona compresa fra Tolosa, Montauban e Albi.

Fin qui nulla di male, non fosse per il nome scelto per l'operazione: l'area in questione è stata infatti ribattezzata a fini turistici "Toscane Occitane", con tanto di immagini di vigneti ed edifici che ricordano le colline del Chianti e la Val d'Orcia. Si tratterebbe oltretutto di un piano cofinanziato dall'Unione Europea, tramite il fondo agricolo europeo per lo sviluppo rurale (come si legge sul sito dell'associazione francese). E nella "vera" Toscana, più di qualcuno ha quindi storto il naso: l'iniziativa non solo non è piaciuta, ma è stata vista come un tentativo sleale di attrarre visitatori giocando sull'assonanza. “Valuteremo le azioni da intraprendere - il pensiero di Giani - su questa storia non si scherza, perché il furto di identità è reato”. L'amministrazione regionale "dem" chiedeva in buona sostanza ai francesi di rimuovere il nome "Toscane" dalle locandine, dal logo e dal progetto in generale. E l'eurodeputato di Italia Viva, Nicola Danti, ha perciò presentato un'interrogazione sulla quale dovrà esprimersi la Commissione Europea.

"L'operazione ha chiaramente lo scopo di sfruttare l'attrattività turistica della ben più conosciuta regione Toscana, utilizzando in maniera indebita un marchio affermato e noto in tutto il mondo - il suo commento - appare evidente come tale cambio di nome si configuri come una pratica di concorrenza sleale, da considerare inaccettabile per il potenziale ingannevole nei confronti dei turisti e lo sfruttamento indebito di un riconosciuto marchio turistico. Può dire la Commissione se ritenga doveroso intervenire presso la regione dell'Occitania per porvi rimedio?". Una duplice azione, quella messa in atto dal centrosinistra toscano, che al momento non sembra però aver sortito alcun effetto pratico. Dopo quelli al Bolgheri e al Parmigiano Reggiano, ecco insomma arrivo un nuovo attacco al "Made in Italy". Anche se è forse la prima volta che uno Stato estero tenta di "appropriarsi" di un'intera regione, piuttosto che di un singolo prodotto.

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