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Ramadan nel salone parrocchiale del Polesine, un nuovo caso accende le polemiche

Il parroco della chiesa di Santo Stefano di Castelmassa ha concesso il salone parrocchiale per l’iftar del 1 marzo

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Ancora un caso di Ramadan in una chiesa nel nostro Paese. L’ultimo episodio è stato registrato a Castelmassa, in provincia di Rovigo, dove l’Associazione Fraternità dell'Alto Polesine sta pubblicizzando per il 1 marzo un Iftar collettivo da tenersi all’interno nei locali della chiesa di Santo Stefano e, più nello specifico, all’interno del salone parrocchiale. L’associazione che risulta essere organizzatrice dell’incontro è il punto di riferimento delle famiglie islamiche di quel territorio e l’evento è stato ovviamente concordato con il parroco locale, che ha concesso l’autorizzazione all’utilizzo della sala.

L’evento è stato promosso sui social e, in particolare sulle pagine locali di Castelmassa, dove l’accoglienza non è stata delle migliori. All’evento parteciperà anche Hassan Samid, presidente Associazione musulmani di Ferrara, oltre che “docente nella scuola pubblica e allenatore di calcio”, come viene definito nella breve biografia presente nel manifesto che sta circolando in queste ore. Secondo Samid ci saranno circa 200 persone che prenderanno parte all’evento, che rappresenta la rottura del digiuno giornaliero del Ramadan, ma, sottolinea, “è una stima, ma in occasioni del genere sono tante le persone che hanno partecipato. Un’occasione ottima per confrontarci perché il Ramadan coincide con la Quaresima, dunque sarà un’occasione per parlare del valore della rinuncia”. Così ha spiegato Samid al quotidiano locale Polesine24.

“Chiedo solo una cosa a quelli che stanno difendendo a spada tratta questo incontro che si dice di conoscenza fra religioni… Quanti di questi per Natale sono andati alla Santa Messa? Quanti di questi vanno regolarmente a Messa? Vedo gente che scrive ma che poi ai funerali non entra nemmeno in Chiesa, o gente che non sa nemmeno il Padre Nostro e vogliono parlare di fratellanza e conoscenza fra religioni? Fatemi il piacere, scrivete solo per idea politica: questo è. E chi non la pensa come voi deve essere bandito. E questa è democrazia?”, si legge in uno dei commenti del gruppo. “Siamo abituati a questo tipo di interventi soprattutto sui social, che mettono in contrapposizione. Sono fisiologiche, ma noi vogliamo parlare di quaresima e ramadan. Si può parlare di cose che ci uniscono e che ci dividono, ma l’importante è che ci sia rispetto, senza screditare il prossimo. Diverso è quando c’è violenza”, ha commentato Samid riferendosi alle polemiche.

Ramadan Iftar

Il punto che viene sempre evitato da chi sostiene e loda questo genere di iniziative, che è ciò che viene principalmente contestato da chi le ritiene inopportune, è il luogo prescelto.

Perché tra tante possibilità che ci sono per svolgere l’iftar, gli spazi che spesso vengono scelti sono quelli legati alla religione cattolica? È difficile immaginare che venga concessa una cerimonia eucaristica in un locale di pertinenza di una moschea.

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