I movimenti anarchici si stanno ricompattando attorno alla figura di Alfredo Cospito, recluso in regime di 41-bis con diversi capi di imputazione legati al terrorismo. Dal 2023, da quando si è riacceso il conflitto in Medioriente, le frange anarchiche sembravano aver accantonato la causa di Cospito dopo oltre un anno di manifestazioni, occupazioni e violenze, concentrandosi sulla causa pro Palestina. Tuttavia, qualcosa sembra essere cambiato nelle dinamiche dei movimenti anarchici perché, in pochi giorni, sono ben tre le manifestazioni che sono state chiamate in suo sostegno, tutte nel centro Italia: Spoleto, Marina di Carrara e Pisa. Sono due i volantini che stanno circolando in questi giorni sui canali dedicati dell’anarchia militante.
Ciò che preoccupa, e che comunque non stupisce, è il tentativo degli anarchici di collegare la causa di Cospito ai conflitti in corso. “Lunedì 9 marzo si terrà a Spoleto un'udienza del processo che vede sul banco degli imputati alcuni tra coloro che scesero in piazza il primo novembre 2022, accusati di aver partecipato a un corteo spontaneo che attraversò alcune vie del centro storico a seguito del presidio fuori dal carcere cittadino in solidarietà con il compagno anarchico Alfredo Cospito”, si legge in un comunicato. “In vista del possibile rinnovo della misura, previsto allo scadere dei primi quattro anni nel prossimo mese di maggio, è necessario tornare a mobilitarci contro l'estensione indefinita di questo trattamento vendicativo contro un prigioniero che non riescono a piegare”, si legge ancora.
“Mentre le tensioni internazionali ci trascinano sempre più rapidamente nell'abisso di un conflitto bellico su scala mondiale, con l'Italia - elmetto in testa - schierata al fianco della Nato, degli Usa e dei sionisti su tutti i fronti, è bene ricordare come la repressione sia da sempre l'espressione più eloquente della guerra sul fronte interno, dove lo Stato e i padroni fanno di tutto per combattere i rivoluzionari e le classi oppresse”, concludono gli anarchici. La chiamata all’azione è chiara: “Sabotiamo il fronte interno”. Per il momento le manifestazioni che sono state convocate sono presidi: non sono previsti cortei per le vie cittadine e, soprattutto, a mobilitarsi non sono per ora i grandi gruppi delle città maggiori, come Milano e Torino, dove gli anarchici hanno fatto gravi danni. Ma il movimento che si sta riformando sulla scia degli eventi internazionali merita di essere tenuto in osservazione.
Sebbene i presidi annunciati sembrino avere una portata locale, la retorica del “sabotaggio del fronte interno” e l'associazione tra la detenzione di Cospito e la partecipazione italiana ai conflitti internazionali ricalcano linguaggi che puntano a riaccendere la conflittualità di piazza.