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“Siamo richiestissimi…”. La propaganda no Cpr entra nelle scuole

L’associazione ha annunciato l’intervento in una scuola di Cinisello Balsamo e lanciato la campagna per altri istituti che richiedono la loro presenza

“Siamo richiestissimi…”. La propaganda no Cpr entra nelle scuole
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La propaganda contro i Cpr continua ed entra nelle scuole italiane. Una delle associazioni no Cpr che da tempo si occupa di questo tema, e che ha anche realizzato un modulo prestampato destinato ai medici che aderiscono all’iniziativa, e che non vogliono mandare i migranti irregolari dei Centri di permanenza per i rimpatri. “Continua il nostro giro nelle scuole, dove siamo richiestissimi perché evidentemente l'importanza del tema è stata ben colta dalle nuove generazioni, che ben sanno di doversi prendere cura del proprio futuro e delle proprie libertà”, si legge nel comunicato successivo a un incontro che sarebbe stato fatto oggi, 31 marzo, presso una scuola superiore di Cinisello Balsamo, in provincia di Milano.

Non viene spiegato in quale contesto si inserisce questa visita dell’organizzazione, se in una lezione ufficiale o se, invece, in un contesto di autogestione degli studenti. “Oggi siamo stati all'Istituto […], dove ci hanno seguito con grande interesse. È importantissima l'attività di sensibilizzazione capillare nei luoghi di formazione”, si legge ancora. Questa organizzazione da tempo effettua questo genere di attività anche nelle scuole, ma non solo, ed è attualmente sulle barricate per quanto accaduto in un ospedale di Ravenna, dove un gruppo di medici è indagato per aver ostacolato l’ingresso degli stranieri nei Cpr con certificati che sarebbero stati prodotti dietro motivazioni ideologiche. Il tema è caldo e la propaganda nei giovanissimi è, da sempre, uno dei migliori terreni per questo tipo di ideologie che, dopo essere penetrate nell’ospedale di Ravenna, “camminano” anche nelle scuole.

“Se vuoi invitarci nella tua scuola per informarti di più sulla detenzione amministrativa, o per partecipare direttamente alle nostre iniziative…”, si legge ancora nel documento in cui viene inserito un indirizzo mail. Queste incursioni avvengono spesso senza un contraddittorio, trasformando l'aula in una cassa di risonanza per tesi divisive, che si collocano nell’alveo della disobbedienza civile. Sarebbe anche interessante sapere se questa “lezione” dei no Cpr fosse rivolta esclusivamente a studenti maggiorenni o se, invece, a partecipare all’incontro ci fossero anche studenti minorenni, ma anche se i docenti e il dirigente scolastico ne fossero a conoscenza.

Se la missione dei luoghi di formazione dovrebbe essere quella di fornire strumenti critici oggettivi, episodi come quello di Cinisello Balsamo suggeriscono invece una deriva verso una militanza che rischia di lasciare poco spazio al confronto democratico.

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