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Artemis II, dopo l'ennesimo rinvio la Nasa annuncia seriamente la data del lancio: primo aprile

In questa crisi globale, cosa ce ne frega adesso della Luna? Ve lo spiego subito

Artemis II, dopo l'ennesimo rinvio la Nasa annuncia seriamente la data del lancio: primo aprile
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Notizia fresca fresca sulla missione Artemis II uscita dal freezer della NASA: annuncio di un’imminente data di lancio che dovrebbe riportare l’uomo sulla Luna, o meglio, per adesso, in orbita intorno alla Luna, dopo quasi sessant’anni (successe con Apollo 8, prima del primo e vero allunaggio dell’Apollo 11). Prima di dirvi la novità vi dico cosa dice ogni volta mia mamma “Ma che ci andiamo a fare di nuovo sulla Luna? Ci siamo già stati, pensiamo alla Terra” e la risposta che davo sempre io era “per metterci una base, mamma, è un progetto fighissimo, e le missioni spaziali hanno sempre ricadute sulla Terra, anche tecnologiche. I nostri computer e i nostri smartphone non ci sarebbero stati così presto senza le missioni lunari”. Credo stessimo parlando del primo annuncio della missione Artemis II, era il 2024, poi rimandata al 2025, e finalmente quest’anno, adesso, tra pochissimo, ci siamo. Forse.

Certo direte voi, il mondo è in guerra, stiamo attraversando una delle più gravi crisi geopolitiche globali degli ultimi decenni, non sappiamo come difendere l’Ucraina, l’UE sempre più un vaso di coccio tra vasi di adamantio, e cosa ce ne frega adesso della Luna? Ve lo spiego subito. Perché per la NASA è importantissimo.

Non c’è più la guerra fredda, la missione Artemis è una missione a lungo termine, strategica e più costosa, un programma che vorrebbe preparare una presenza stabile nello spazio cislunare e, in prospettiva, qualcosa che guardi persino oltre, una vera e propria base anche da usare come rampa di lancio verso Marte, e Marte non sarà uno scherzo, ha smesso di fare annunci anche Elon Musk: tra radiazioni durante i mesi di viaggio e radiazioni quando arrivi su un pianeta senza campo magnetico, senza quasi atmosfera, è come pensare di trasferirsi nel nocciolo di una centrale nucleare attiva. Tant’è che lo stesso Elon Musk adesso ha dichiarato: “Voglio essere il primo uomo a morire su Marte. Ma non con un impatto”, e questo, se si impegna, lo può fare anche adesso con SpaceX.

Che ci andiamo a fare su Marte? Ah, boh, per “terraformarlo” dicono, intanto stiamo marteformando la Terra. Comunque sia, torniamo con i piedi sulla Terra, anzi sulla Luna, anzi intorno alla Luna, dove tra poco saranno gli astronauti, siccome Artemis II è la missione che deve portare quattro astronauti in orbita attorno alla Luna e riportarli indietro, il primo volo umano del programma e il vero banco di prova del sistema.

Ci si arriva, data l’imponenza degli obiettivi, dopo una sequenza di slittamenti e correzioni di problemi, come quelli del razzo Space Launch System che avevano fatto slittare ulteriormente il lancio previsto a marzo, costringendo a riportare il veicolo nell’edificio di assemblaggio per ulteriori verifiche. Quindi lavori di riparazione, la sostituzione di una guarnizione difettosa nel collegamento rapido che instrada l’elio tra sistemi di terra e stadio superiore, e forse ci siamo.

Oggi la NASA sostiene di avere rimesso il programma sui binari, tanto da puntare di nuovo a spostare razzo e capsula Orion sulla rampa 39B e a indicare la prima data utile. Solo che adesso, nel caos bellico mondiale, la risposta di mia mamma è cambiata: “Sarebbe stato meglio spendere tutti quei miliardi per la Luna anziché creare altri disastri qui”. In teoria mi sta dando ragione per ragioni più serie, in versione pragmatica come è lei, alla quale della Luna non frega niente, delle guerre e delle ricadute economiche giustamente sì, come credo alla maggior parte delle persone. “E quando lo farebbero questo lancio?” Già, mi sono dimenticato di darvi la data. Torno sul sito della NASA. La prima data utile annunciata dopo anni di rimandi è… il primo aprile. “Bella questa.

Scommettiamo che non sarà un razzo ma un pesce?”. In effetti, dopo tutti i rinvii, e dopo tutto quello che sta succedendo nel mondo nel frattempo, è difficile trovare una data più credibile e al contempo meno credibile del primo aprile.

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