L’Ariston fa meno paura quando lo guardi in televisione. Poi arrivi lì, davanti a quella platea che ha visto passare decenni di storia della musica italiana, e capisci che non è solo un palco: è un’occasione storica. Sono 10 gli artisti che, al loro debutto al Festival di Sanremo 2026, vivranno questa vertigine per la prima volta. Volti già noti alle playlist e ai live, nomi che hanno costruito comunità digitali, che hanno macinato streaming e collaborazioni, ma che ora affrontano la prova più simbolica della musica italiana: cantare davanti all’orchestra, al televoto, alle critiche del giorno dopo. Non è semplicemente una gara. È un esordio che può cambiare tutto.
Il nome di punta è senza dubbio quello di Tommaso Paradiso. Ex frontman dei Thegiornalisti, approda per la prima volta - da solista - all’Ariston con I romantici. Il suo stile melodico e la capacità di raccontare le emozioni quotidiane lo rendono uno degli esordi più attesi dal grande pubblico. Eddie Brock, cantautore emergente che ha conquistato pubblico e playlist con Non è mica te, muove i suoi primi passi all’Ariston con Avvoltoi, pronto a sorprendere anche sul palco più ambito d’Italia.
Le Bambole di Pezza formano un quintetto femminile che arriva come un vento punk-rock nel teatro più tradizionale d’Italia: grintose, ironiche e fuori dagli schemi. Con il brano Resta con me portano un sound che mischia energia, attitudine e una visione tutta loro dell’universo pop. Classe ’99, all’anagrafe Rocco Modello, Chiello viene dal collettivo FSK Satellite e porta Ti penso sempre, una ballata che racconta introspezione ed emozione in un linguaggio fresco, attuale e riconoscibile.
Rapper di lungo corso e figura influente della scena urban italiana, Luchè approda in gara con Labirinto. Per lui la prima volta a Sanremo non è solo un debutto: è l’incrocio tra grinta hip hop e capacità narrativa che va oltre le etichette. Faranno parlare di sé Maria Antonietta & Colombre, duo nella vita e nel palco: propongono La felicità e basta, un brano che intreccia voce, sentimento e condivisione. Un’esibizione che si preannuncia densa di connessioni e poesia pop. A rappresentare un’altra quota rap è Nayt, William Mezzanotte all’anagrafe: prova a scalare le classifiche con Prima che. La sua prima apparizione in gara a Sanremo arriva come la promessa di un artista già maturo, capace di raccontare frammenti di vita con precisione e verità.
Samurai Jay, Gennaro Amatore, si candida a essere tra le sorprese più intriganti: tra rap, elettronica e influenze latine, Ossessione sintetizza il suo universo sonoro. Un potenziale interessante, e l’Ariston è il palcoscenico ideale.
Dopo aver occupato le prime posizioni delle classifiche estive con Sto bene al mare (in collaborazione con Marco Mengoni e Rkomi), Sayf si presenta a Sanremo con Tu mi piaci tanto: il brano promette ritmo, carisma e una nuova dimensione per un artista che sta crescendo a vista d’occhio. Ultimo, ma non meno importante, Tredici Pietro: figlio d’arte di Gianni Morandi, si esibisce con Uomo che cade, un brano intimista e personale che sintetizza la nuova generazione di cantautori italiani.