"Sull'energia si gioca il vero futuro del Paese. Chi é contro il nucleare vuole la povertà". A dirlo è il leader di Dimensione e sindaco e presidente della provincia di Terni, Stefano Bandecchi, secondo cui "sul nucleare l'Italia deve andare avanti senza tentennamenti. Solo con l'integrazione del nucleare e delle altre energie verdi si può raggiungere l'indipendenza energetica, che in nessun altro modo è possibile ottenere. Energia significa economia, competitività, ricchezza".
"Chi oggi si oppone al nucleare lo fa esclusivamente per ragioni ideologiche: parliamo dell'energia più pulita che si possa produrre e, alla prova dei numeri, anche della più sicura. Chi agita lo spettro del rischio fa leva sulla paura ignorando i dati scientifici e statistici: negli ultimi trent'anni, a fronte di oltre cinquecento centrali nucleari attive nel mondo, si è verificato un solo incidente grave, a Fukushima nel 2011, in una centrale di prima generazione costruita nel 1967. Oggi siamo alla terza generazione", ricorda Bandecchi, "L'Italia paga l'energia più di tanti Stati europei, e una ragione c'è: Francia, Spagna e altri dieci Paesi producono energia nucleare. I loro cittadini e le loro imprese pagano bollette molto più basse delle nostre, con un danno enorme alla competitività delle aziende italiane. E, paradosso nel paradosso, quegli stessi Stati guadagnano miliardi vendendoci parte della loro energia: dalla Francia l'Italia ne importa per circa un miliardo e mezzo di euro l'anno".
"A chi obietta che la ricca Germania ha rinunciato al nucleare, ricordo due fatti. Il primo: la Germania sta vivendo una delle peggiori crisi economiche della sua storia recente, proprio a causa dei prezzi dell'energia e della dipendenza dalla Russia. Il secondo: il Cancelliere — di sinistra — che spinse per l'abbandono del nucleare, rendendo Berlino totalmente dipendente dal gas russo, era Gerhard Schröder, che dopo la fine del mandato entrò nell'alta dirigenza di Gazprom, l'azienda di Stato russa dell'energia, ed è considerato l'uomo di Putin in Germania. Chi non vuole il nucleare, di fatto, lavora per la ricchezza di russi, americani e cinesi, contro gli interessi del proprio Paese, tradendo la Patria", dice, "Se c'è un dato chiarissimo, nel mondo intero, è che l'energia è alla base di ogni cosa: influenza direttamente la vita dei cittadini e delle aziende, rende indipendenti o schiavi gli Stati, è uno — se non il principale — dei fattori che determinano ricchezza e benessere. La guerra in Ucraina prima, e quella in Medio Oriente oggi, hanno dimostrato che gli Stati non autonomi dal punto di vista energetico stanno facendo pagare ai propri cittadini costi carissimi, vedono fallire migliaia di aziende, diventano più poveri e più deboli".
"Sentire nel dibattito politico alcuni leader criticare e attaccare il nucleare di ultima generazione, quello basato sulle piccole centrali modulari, è davvero preoccupante. Chi dice no, o non conosce il nucleare di terza generazione, non ha colto l'urgenza per l'Italia di avere una produzione di energia maggiore e costante che solo il nucleare può garantire e non ha capito che il nucleare è l'energia più pulita e sicura oggi disponibile, oppure è in pericolosa malafede", dice ancora, "La Spagna di Pedro Sánchez — oggi idolo della sinistra europea — pur avendo iniziato a investire nelle altre rinnovabili oltre vent'anni fa, prima di tutti gli altri, ha ancora cinque centrali nucleari in funzione, con oltre quarant'anni di attività, e la chiusura promessa per il 2035 è tutta da verificare. Va aggiunto un particolare decisivo: la Spagna ha immensi territori quasi desertici, piani e ben esposti, non coltivati, e una rete elettrica robusta costruita proprio grazie alle centrali nucleari. Realizzare lì mega impianti fotovoltaici e grandi parchi eolici è relativamente semplice. In Italia non abbiamo nessuna di queste condizioni: siamo uno stivale lungo e stretto, senza pianure desertiche, con mille vincoli — ambientali, paesaggistici, archeologici, parchi e zone protette — che rendono impossibile, in gran parte del territorio, la realizzazione dei grandi impianti. A questo si sommano le proteste che in ogni territorio si organizzano contro ogni impianto: «ok il fotovoltaico, ok l'eolico, benissimo le energie verdi, ma lontano da casa mia»".
"E in parte sono proteste comprensibili: per produrre 300 MW da fotovoltaico si occupa una superficie media tra i 400 e i 600 ettari, cioè da quattro a sei milioni di metri quadri, mentre una mini centrale nucleare della stessa capacità occupa al massimo 35 ettari, ovvero 350.000 metri quadri, meno di un decimo", ricorda, "Chi oggi continua a fare opposizione sul nucleare avrebbe il dovere di spiegare agli italiani — disperati per i costi energetici — quale sarebbe l'alternativa concreta. Perché, tranne alcuni piccoli Stati con condizioni molto particolari, non esiste alcun grande Paese al mondo autonomo grazie alle sole rinnovabili: gli Stati più virtuosi usano un mix di rinnovabili, nucleare e batterie di accumulo. Sono tutti pazzi e incoscienti? No, sono semplicemente guidati dalle evidenze scientifiche; non hanno problemi di approvvigionamento, producono ricchezza per i loro cittadini e per le loro imprese", conclude, "La sinistra sul nucleare ha posizioni contrarie e spesso ipocrite, come quella del PD che «apre alla ricerca sul nuovo nucleare», cioè al nulla. Dovrebbe piuttosto spiegare con chiarezza quale sia l'alternativa immediata, posto che proprio il PD, insieme al resto della sinistra, è il primo a scendere in piazza contro i grandi impianti di rinnovabili, eolico o fotovoltaico che siano.
È il momento di essere lucidi, concreti, di fare davvero l'interesse del Paese. Avanti tutta sul nucleare: o nei prossimi decenni l'Italia sarà più povera, le nostre imprese non saranno più competitive, il lavoro sarà un miraggio e mezzo reddito delle famiglie servirà soltanto a pagare le bollette.