Ancora ore di terrore per i cittadini ebrei. L’esplosione avvenuta questa notte contro una scuola ebraica in Olanda non è un caso isolato: ieri la polizia aveva reso noto l'arresto di quattro uomini accusati di aver innescato un’esplosione di fronte a una sinagoga di Rotterdam e in America nei giorni scorsi si erano verificati un episodio in Virginia e un altro in Michigan.
A intervenire è stata la sindaca di Amsterdam, Femke Halsema, che ha parlato di un "vile atto di aggressione contro la comunità", aggiungendo però che l'esplosione ha provocato solo "danni limitati”. Ma chi c’è dietro questo attentato? A rivendicarlo è il movimento islamico dei “Compagni dei Giusti” (IMCR), con un video postato su X che sembra mostrare la detonazione di un ordigno incendiario.
C’è chi utilizza per questo gruppo il nome “Compagni della Destra”, perché secondo gli studi classici islamici la “Gente della Giustizia" è il gruppo benedetto di credenti retti che otterranno la salvezza nel Giorno del Giudizio. Come spiegato da commentatori come Al-Tabari, il loro nome simboleggia onore e buona fortuna, principalmente perché riceveranno il registro delle loro azioni nella mano destra, un segno inequivocabile di successo.
Se la matrice fosse accertata, e quindi la rivendicazione confermata, ad agire ad Amsterdam e Rotterdam sarebbe stato il medesimo gruppo estremista di recente formazione, collegato a diversi altri attacchi antisemiti negli ultimi giorni. Questa esplosione ricorda infatti episodi simili avvenuti questa settimana, sempre nella notte, sempre davanti a sinagoghe: oltre alle due sopracitate località ce n’è stata anche una a Liegi, in Belgio.
A delineare la matrice sciita è il noto esperto di terrorismo Giovanni Giacalone che, parlando con Il Giornale, spiega come “nell'arco di una settimana questo gruppo abbia già rivendicato quattro attacchi tra Olanda, Belgio e Grecia. L'impronta sciita è indicata sia dai canali Telegram nei quali vengono diffusi i video degli attacchi, canali legati a IRGC e Hezbollah, ma soprattutto dal simbolo utilizzato, simile a quello delle IRGC, Hezbollah e delle milizie sciite irachene. Curioso che al posto del Kalashnikov abbiano messo un fucile da sniper modello Dragunov”.
Inoltre, sottolinea come “sia interessante, anche se per il momento non ci sono legami dimostrabili, che l'ondata di attacchi si sia verificata in concomitanza con il misterioso messaggio radio in persiano, con stringhe numeriche, intercettato a partire dal 28 febbraio a Milano.
È presto per dire se si tratti di un gruppo direttamente collegato a Teheran o se abbiamo invece a che fare con un gruppo attivatosi autonomamente. In genere i proxy iraniani, che hanno certamente capacità operativa diffusa per colpire in Europa, tendono a non rivendicare e a utilizzare coperture per gli attacchi, differenziandosi così da altri gruppi come Isis o al Qaeda.
Non si può quindi escludere nemmeno che si tratti
di un ‘ibrido’ che agisce per conto di Teheran, manifestando una chiara minaccia di matrice sciita, ma presentando al tempo stesso tratti incoerenti con il modus operandi classico dei proxy, così da confondere le acque”.