Russiagate, il rapporto finale di Durham inchioda l'Fbi: "Non c'erano le prove"

L'Fbi non aveva le prove per indagare sulla campagna presidenziale di Donald Trump del 2016 e si è affidato ai suggerimenti forniti dagli oppositori politici di Trump: il rapporto finale di Durham

Russiagate, il rapporto finale di Durham inchioda l'Fbi: "Non c'erano le prove"
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Il procuratore speciale John Durham, incaricato dall'ex procuratore generale William Barr di indagare sulle origini del Russiagate e il presunto complotto contro l'ex presidente Donald Trump, ha consegnato nelle scorse ore il suo rapporto finale di 300 pagine al Dipartimento di Giustizia. Stando alle conclusioni del procuratore, l'Fbi non aveva informazioni certe o prove verificate quando ha aperto l'indagine "Crossfire Hurricane" volta a determinare i mai accertati rapporti del tycoon e del suo entourage con la Federazione russa. L'indagine di Durham conclude inoltre che "il personale dell'Fbi ha mostrato una grave mancanza di rigore analitico nei confronti delle informazioni che ha ricevuto, in particolare le informazioni ricevute da persone ed entità politicamente affiliate". In particolare, si è fatto affidamento "su indizi investigativi forniti o finanziati (direttamente o indirettamente) dagli oppositori politici di Trump". Durham critica, in particolare, la gestione opaca dell'ex direttore dell'Fbi James Comey e l'ex vicedirettore Andrew McCabe.

Conclusa l'indagine del procuratore speciale

Il pubblico ministero accusa inoltre l'Fbi e il Dipartimento di Giustizia "per non aver seguito i propri standard" e aver sorvegliato in maniera illegittima un cittadino americano senza fondamento ai sensi del Foreign Intelligence Surveillance Act (l'ex collaboratore di Trump, Carter Page). Il personale dell'Fbi, afferma Durham, "ha anche ripetutamente ignorato elementi importanti" quando ha rinnovato la sorveglianza Fisa pur riconoscendo che "non credeva sinceramente che ci fosse motivo di pensare che l'obiettivo delle indagini fosse consapevolmente coinvolto in operazioni clandestine attività di intelligence per conto di una potenza straniera." Come ricorda Fox News, Il procuratore Durham ha incriminato tre persone nell'ambito della sua indagine: l'ex avvocato di Clinton Michael Sussmann nel settembre 2021, Igor Danchenko nel novembre 2021 e Kevin Clinesmith nell'agosto 2020. Di questi, Sussmann e Danchenko sono stati giudicati non colpevoli dai tribunali, mentre Clinesmith si è dichiarato colpevole.

Clinesmith ha ammesso di aver mentito alla corte Fisa e aver inviato un’e-mail modificata al fine spiare l’ex funzionario della campagna di Trump, Carter Page. Quest’ultimo fu accusato di essere l’uomo dell’entourage di Donald Trump più vicino al Cremlino e di aver incontrato, fra gli altri, Igor Sechin, amico di Putin, guida della petrolifera statale Rosneft, e Igor Diveykin, altro oligarca vicino al leader del Cremlino. Page, che fu dunque spiato in maniera illegittima dalle agenzie americane, fu “scagionato” dal Procuratore speciale Robert Mueller, il quale osservò nel suo rapporto che "non era in contatto con il governo russo nei suoi sforzi di interferire nelle elezioni presidenziali del 2016".

E i repubblicani lo chiamano a testimoniare

Il procuratore speciale descrive un doppiopesismo nel sistema giudiziario Usa, sottolineando come l'Fbi non abbia mai aperto un'indagine di controspionaggio sulla campagna di Clinton, nonostante avesse ricevuto informazioni che quest'ultima avesse autorizzato un piano per dipingere Trump come una marionetta di Vladimir Putin attraverso la formulazione di false accuse. Il bureau, sottolinea Durham, "non ha mai aperto alcun tipo di indagine, emesso alcun incarico, impiegato alcun tipo di analisi personale, o prodotto qualsiasi prodotto analitico in relazione alle informazioni di cui era in possesso". Nonostante tutte queste critiche, tuttavia, Durham non raccomanda alcuna nuova accusa o "grandi modifiche" su come l'Fbi gestisce questo tipo di indagini. Una conclusione che non piace affatto ai repubblicani, che attendevano questo rapporto da circa 4 anni.

"Abbiamo contattato il Dipartimento di Giustizia per far testimoniare il Consigliere Speciale John Durham la prossima settimana" ha infatti annunciato su Twitter il repubblicano Jim Jordan.

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