Il legame tra islamisti e politici di sinistra è oramai noto, ma soprattutto manifesto, ancor di più a livello locale, con figure che si alternano tra sindaci e assessori. E se molti di loro si appellano alla necessità di favorire un dialogo interreligioso, sarebbe interessante chiedersi quale forma di confronto possa esserci per i volti di sinistra con chi elogia i missili dell'Iran o la vita di ex terroristi, cosa che invece ha fatto Brahim Baya, portavoce della moschea Taiba e del Centro Rayan di Torino, entrambe gestite da un ente terzo, ovvero l'Aia, Associazione islamica delle Alpi.
La medesima che nel 2023 scriveva, chiedendo il 5x1000: "Da 25 anni AIA, grazie ai suoi numerosi volontari e ai suoi 4 centri di comunità e di attivismo (Taiba, Rayan, Yalla Aurora e Settimo), è impegnata con progetti concreti in favore di bambini, giovani, famiglie contribuendo alla coesione sociale e alla convivenza proficua nella società". Ma in quei centri hanno militato anche Mohammad Hannoun o Riyad Albustanji, oggi in carcere con l'accusa di essere gli uomini di Hamas in Italia. Per questo Fratelli d'Italia, con il deputato Federico Mollicone, ha deciso di presentare un'interrogazione parlamentare "al ministro dell'interno Matteo Piantedosi per far luce su quanto emerso dalle pagine de Il Giornale, che denuncia la presenza di Hannoun e altri soggetti coinvolti nell'indagine della Procura di Genova sulla cupola di Hamas in Italia all'interno di due centri islamici di Torino gestiti da Brahim Baya. Due centri che farebbero capo all'associazione Aia che in passato ha anche lanciato campagna per ottenere il 5X1000. Chiediamo che venga fatta luce sull'uso dei soldi raccolti e che sia scongiurata ogni forma di opacità".
Peccato, però, che a orbitare nella moschea Taiba ci sia anche il primo cittadino, in quota Pd, Stefano Lo Russo, che pochi giorni prima del referendum sulla giustizia, ovvero il 16 marzo, ha tenuto lì un discorso ribadendo alla comunità che fosse "fondamentale esercitare i vostri diritti, per chi è già cittadino italiano, è un diritto e dovere votare, non è soltanto un diritto, è anche un dovere civico ed è anche attraverso queste cose che passa il senso di comunità, Torino è quello che è anche grazie a voi".
Proprio nel centro che fa capo a Baya, uno dei volti islamisti più accaniti nel far vincere il no alle urne. I casi di vicinanza dell'area dem con un mondo che ha forte peso elettorale, in costante crescita, sono diversi.
L'ultimo che ha destato polemica, facendo insorgere la Lega, ha riguardato Lecco, dove il sindaco di sinistra Mauro Gattinoni ha partecipato alla cena dell'Iftar, la fine del Ramadan (poco dopo aver regolarizzato il loro centro islamico) e dicendo, rivolto alla comunità, che "chiunque di voi liberamente possa scegliere di contribuire per il futuro della città e del territorio". Prossimo appuntamento elettorale? Le amministrative del 24 e 25 maggio. Un intreccio che sembra però non dare peso a quel mondo islamista che nega i diritti alle donne e pronuncia frasi di un estremismo inaudito.