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Borsellino, nuovo mistero: è ancora giallo sulla borsa

"Il Giornale" scopre che il verbale sul contenuto non comprendeva l'agenda marrone resa ai familiari

Borsellino, nuovo mistero: è ancora giallo sulla borsa
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Erano le 16:58 del 19 luglio del '92 quando ci fu l'attentato in cui morirono Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta in via d'Amelio. A essere decisivi sono i momenti immediatamente successivi alla tragedia: come noto c'era una oggetto da cui il giudice non si separava mai. E quel qualcosa era la sua valigetta di colore scuro, che venne recuperata quasi intatta tra le macerie e al cui interno c'erano due agende che, considerando la precisione del giudice e la dimensione degli articoli, presumibilmente lui metteva nel mezzo della borsa. Si tratta di quella rossa, su cui appuntava ogni pensiero relativo alle indagini e agli appuntamenti che aveva o avrebbe tenuto, poi quella legale, nota coma agenda marrone, contenente i numeri telefonici che era solito utilizzare. Ma in quella borsa c'erano anche dei fascicoli. Qui sorgono due grandi anomalie: la prima riguarda il fascicolo di Gaspare Mutolo, il pentito vicino a Riina che lui interrogò due giorni prima di morire. Il secondo riguarda la repertazione del contenuto della valigetta. Andando con ordine, il fascicolo Mutolo era un elemento chiave su cui si è dibattuto a lungo, tanto che Borsellino riuscì ad interrogarlo solo otto mesi dopo la richiesta del pentito di parlare con lui. E già a luglio l'allora pm Vittorio Aliquò e Gioacchino Natoli parlarono di sequestro. A fine luglio 92 furono auditi molti colleghi di Borsellino presso il Csm per far luce sul mare magnum di interrogativi attorno alla sua morte. A un certo punto Aliquò, riguardo una nota contenuta nel fascicolo Mutolo, dichiara che "il fascicolo lo aveva nella borsa Borsellino ed è rimasto chiuso lì fra le carte sequestrate, quindi non ricordo bene se la nota era a firma di Vigna o se era solo il verbale a firma di Vigna, questo non posso essere preciso, comunque c'è la traccia documentale, il fascicolo è fra le carte di Borsellino". Dello stesso tenore sono le dichiarazioni di Natoli, sempre al Csm, sempre in quelle audizioni: "Acquisire non è facile, perché si trovava nella borsa di Paolo Borsellino che era con lui ed è stato sequestrato; noi siamo in possesso dei verbali perché Paolo era andato via il venerdì, io resto con Guido Lo Forte a lavorare il venerdì pomeriggio ed il sabato e quindi i verbali li avevamo trattenuti noi. Infatti, noi abbiamo i verbali e Paolo aveva tutto il fascicolo". Borsellino aveva con sé il fascicolo. Il fascicolo era nella borsa. Borsellino è morto e la borsa è stata portata via dal luogo dell'attentato. E allora perché quel medesimo fascicolo compare il lunedì mattina, il 20 luglio, sul tavolo dell'ufficio di Borsellino? Come ha fatto (ma soprattutto chi è l'artefice di questo "spostamento") a essere stato portato lì se i sigilli all'ufficio erano stati apposti la sera prima, la domenica della morte, alle ore 23:40? Per cui: era nella borsa o nell'ufficio? Domanda pleonastica visto che era certo fosse nella valigetta. E se la borsa era sequestrata, chi ha prelevato il fascicolo portandolo in un locale sotto sequestro? Peraltro, l'unico verbale di sequestro della borsa di cui siamo in possesso è stato redatto a novembre da Fausto Cardella, uno dei pm di Caltanissetta. Verbale che Il Giornale è in grado di ricostruire, essendo in possesso del documento originale. Perché Aliquò e Natoli, quindi, facevano riferimento a un sequestro già a luglio se la verbalizzazione di esso avviene solo quattro mesi dopo? E ancora: nella borsa leggiamo che trovano un ritaglio di giornale, il telefono, un caricatore, un costume da bagno, dei pantaloncini. A parte, in una busta di plastica contenente la borsa stessa, anche altri oggetti, ma nessuna traccia di alcuna agenda, né della rossa né della marrone.

Alla fine del verbale però compare forse l'elemento che più di tutti dovrebbe far riflettere: Cardella dispone la restituzione agli aventi diritto (la moglie e i figli) dell'agenda legale del 92 di Borsellino (nota, appunto, come agenda marrone) che però stranamente non era in elenco tra gli oggetti repertati. Da dove è spuntata? In più Cardella non mette il luogo in cui ha effettuato la repertazione e non ci sono atti di acquisizione o sequestro. Chi gliel'ha consegnata?

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