Brexit congelata, ma si intravede un accordo

Johnson: "Pronti al no deal". Le parti però sono vicine

Londra. Metà ottobre era stato indicato da Johnson come il termine ultimo entro cui dover raggiungere un accordo con l'Ue sulla futura relazione economica post Brexit. Per il caponegoziatore europeo Michel Barnier il punto di non ritorno sarebbe stato fine mese. Tutti gli attori guardavano al Consiglio europeo conclusosi ieri come il momento in cui sarebbe stata ratificata l'intesa tra Londra e Bruxelles. Invece nulla: a due mesi e mezzo dal termine del periodo di transizione, quando il Regno Unito non soggiacerà più a leggi e regolamenti europei, le parti non ancora trovato un'intesa.

«Abbiamo sempre chiesto un accordo come quello che l'Ue ha firmato con il Canada - ha dichiarato ieri pomeriggio Johnson - ma questo non è possibile per i nostri partner europei. Vogliono continuare a controllare la nostra libertà legislativa, la pesca, in un modo che è completamente inaccettabile per un Paese indipendente. È tempo di prepararsi per una relazione in stile australiano - continua Johnson - che non vuol dire altro che i termini con cui Londra e l'Europa commerceranno saranno quelli dell'Organizzazione Mondiale del Commercio». Le parole del primo ministro inglese fanno il paio con quelle del suo portavoce che ha ribadito che le negoziazioni «sono terminate». Barnier, atteso a Londra la prossima settimana per colloqui informali, è benvenuto solo se l'Ue è disposta a fare delle concessioni sulle questioni ancora aperte: pesca, sussidi statali all'economia, regole per dirimere le controversie commerciali. «Se così non è, non ha senso che venga». L'accelerazione quantomeno retorica inglese non è condivisa dall'Ue. La presidente della Commissione von der Leyen ha ribadito la volontà di lavorare a pieno ritmo per trovare una soluzione allo stallo. Quanto di queste schermaglie è sostanza e quanto invece è da derubricare a tattica negoziale per aumentare la pressione sull'altra parte? Guardando ai mercati, c'è ancora spazio per un colpo di coda finale: la borsa inglese ha guadagnato ieri l'1,5% mentre il valore della sterlina è rimasto stabile. Nonostante tutto c'è un velato ottimismo: Londra e Bruxelles hanno raggiunto un accordo sulla maggior parte delle questioni, le parti non sono così distanti. Ne è consapevole Angela Merkel che ha ribadito che per raggiungere un accordo sono necessari compromessi da entrambe le parti.

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Commenti
Ritratto di Nahum

Nahum

Sab, 17/10/2020 - 10:41

Johnson non dice che il regno disunito non vuole concedere nulla e in cambio chiede parecchio ... il modello australia é il MFN most favored nation dell'OMC che visto il volume degli scambi non é praticabile come non lo é l'appena più profondo accordo con il canada. il modello da seguire era EFTA o Svizzera ma ovviamente il cherry picking inglese non ne voleva sapere ...

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Sab, 17/10/2020 - 10:44

Potremo vedere se è inutile uscire dalla UE. E ne trarremo le logiche conseguenze. Comunisti a parte.

Ritratto di Nahum

Nahum

Sab, 17/10/2020 - 11:59

Leonida55; non serve mettere la mano sul fuoco per capire che brucia...