Due stanze della Procura di Pavia, due interrogatori in contemporanea, nelle stanze due ex ragazzi cresciuti insieme, e di cui la vita ha tragicamente incrociato i destini: l'atto finale dell'inchiesta-bis sull'uccisione di Chiara Poggi andrà in scena domani mattina nel palazzo di giustizia della città sul Ticino. Un finale a sorpresa. Perché se l'interrogatorio di Andrea Sempio, nuovo indagato per il delitto del 2007 finora attribuito a Alberto Stasi, era stato fissato la settimana scorsa nell'invito a comparire, inatteso arriva l'annuncio che negli stessi momenti in cui Sempio verrà sentito come indagato, a poca distanza verrà sentito Marco Poggi, il fratello di Chiara. Fu Marco a introdurre Sempio nella casa di via Pascoli, era lui a giocare con Sempio col computer della sorella. Ed è stato Marco nell'ultimo anno, quando Sempio è finito sotto inchiesta, a continuare a credere nella sua innocenza. Nessuno degli elementi emersi nel corso delle nuove indagini ha scalfito le certezze di Marco, come quelle dei suoi genitori. Ma ora qualcosa è emerso che potrebbe, secondo gli inquirenti, mettere il fratello di fronte a una verità che finora si è rifiutato di accettare. Da qui nasce l'esigenza dell'interrogatorio in simultanea: dalla necessità di non scoprire le carte in anteprima né all'indagato né al testimone.
Non è l'unico annuncio a sorpresa che arriva dagli inquirenti guidati dal procuratore Fabio Napoleone e dal suo vice Stefano Civardi. Già questa mattina a Milano, nella caserma dei carabinieri di via Vincenzo Monti, verranno sentite come testimoni Paola e Stefania Cappa. Le due cugine di Chiara Poggi vivono da sempre ai margini del caso di Garlasco, mai indagate ma colpite a ripetizione da accuse e da illazioni, additate persino da un mitomane come presenti - una delle due - a ridosso della scena del delitto. Per quanto strano possa apparire, non sono mai state interrogate. Se questo accade ora, a ridosso della fine dell'inchiesta, non è perché gli inquirenti abbiano improvvisamente deciso di credere agli scenari che le coinvolgevano (altrimenti sarebbero state invitate a portarsi un avvocato) ma perché ci sono aspetti e dettagli della vita di Chiara che possono conoscere, e che possono diventare decisivi nel chiudere il cerchio. Si tratta verosimilmente di aspetti emersi nel corso delle ultime indagini, concentrate nei tre mesi cruciali in cui, secondo la Procura, Chiara Poggi sente sempre più pressanti le attenzioni malsane del ragazzotto che diventerà il suo assassino. Tre mesi, dal giorno in cui Chiara scopre le incursioni nei suoi video intimi che decide di criptare il 7 maggio, al giorno del delitto. Al fidanzato Alberto, la ragazza non dice nulla. Ma è possibile che non ne abbia mai accennato a chi le stava intorno? Stefania Cappa in quei giorni vedeva Chiara. Ed è possibile che fosse in via Pascoli anche il 7 o l'8 agosto, quando sul telefono dei Poggi arrivano tre chiamate inspiegabili da parte di Andrea Sempio.
Non saranno - a quanto è dato capire - domande generiche né semplici, quelle che i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano guidati dal colonnello Antonio Coppola rivolgeranno oggi alle due gemelle. Ci sono fatti specifici che le Cappa dovranno spiegare, e dovranno forse dire se si riconoscono nelle opinioni che nel corso di questi anni sono state attribuite loro dai media, senza che venissero confermate nè smentite. Ma il nocciolo degli interrogatori riguarderà soprattutto i loro rapporti con Chiara, nel corso degli anni e a ridosso del delitto.
Tutt'altro scenario si annuncia domani a Pavia per l'interrogatorio di Marco Poggi. Perché il fratello di Chiara è già stato interrogato nel corso della nuova indagine, il 20 maggio scorso a Mestre, dove vive attualmente, quando il pm pavese Giuliana Rizza gli chiese di raccontare quanto fosse assidua la presenza di Sempio nella villetta di via Pascoli. Alcune incongruenze sui video visti dal suo amico erano emerse già allora.
Stavolta non viene sentito a domicilio, ma convocato d'urgenza a Pavia, in Procura: una mossa che si spiega solo con l'esigenza dei pm di fargli una domanda, potenzialmente decisiva, che verrà fatta in contemporanea a Sempio. Sempio, da indagato, potrà rifiutarsi di rispondere, ed è sempre più probabile che scelga di tacere. Ma il suo amico Marco, poche stanze più in là, dovrà parlare.