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Carriere separate: maggiore obiettività per i magistrati

Ecco perché la giustizia ci riguarda tutti, ecco perché il giudice dev'essere obbiettivo e sereno nel decidere

Carriere separate: maggiore obiettività per i magistrati
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Mancano poche ore a un referendum decisivo. Un referendum che riguarda ciascuno di noi e dei nostri cari. La separazione delle carriere non è un tema da giuristi o da costituzionalisti, è una scelta che cambierà il funzionamento della giustizia. E la giustizia riguarda davvero chiunque, anche le persone che si considerano lontanissime dalle aule dei tribunali. A loro e a tutti auguro di rimanerne lontani per sempre, ma non è detto che sia così: solo negli ultimi due anni sono un milione le persone sottoposte a indagine giudiziaria, ma innocenti, che sono state prosciolte. Significa che ognuno di loro ha dovuto subire un'indagine, un processo, sostenere dei costi, perdere tempo, spesso vedere la sua reputazione rovinata. E chi non ha potuto difendersi, se non ha trovato un giudice giusto, ha avuto rovinata l'intera vita. Beniamino Zuncheddu è stato arrestato a 27 anni per un omicidio che non aveva commesso. È stato rilasciato quando ne aveva 60, con tante scuse. Potete immaginare cosa significa trascorrere gli anni migliori della propria vita in un carcere? Lo sappiamo, sbagliare è umano, gli errori giudiziari non si possono eliminare, ma deve fare tutto davvero tutto il possibile per ridurli al minimo.

Pensate ancora al caso di Beniamino: era accusato di tre omicidi, che non ha mai commesso. Tenere in carcere lui ha significato che per trent'anni un feroce assassino è rimasto in libertà perché nessuno lo ha più cercato.

Ecco perché la giustizia ci riguarda tutti, ecco perché il giudice dev'essere obbiettivo e sereno nel decidere. Se è amico, collega, compagno di studi, vicino di ufficio o di scrivania con chi accusa, cioè il Pubblico Ministero, questa vicinanza lo porterà facilmente a non essere imparziale. Se poi entrambi eleggono insieme chi deciderà delle loro carriere, chi eventualmente li punirà per gli errori commessi, cioè l'attuale CSM, che cosa rimane della indipendenza del giudice rispetto alle parti? Se poi entrambi appartengono alla stessa corrente, una delle correnti politicizzate che dominano il CSM, la garanzia di obbiettività sarà ancora minore. Per questo le carriere, i concorsi, gli esami di ammissione devono essere diversi fra i giudici e gli accusatori, per questo i CSM devono essere sorteggiati, fra gli stessi magistrati, e non più eletti sulla base di una logica politica o di gruppi di potere. Sapete quanti sono i magistrati iscritti alle correnti politicizzate? Il 23%. Sapete cosa significa questo? Che quel 23% decide per tutti gli altri. Noi ci battiamo perché tutti i magistrati, e non soltanto il 23%, siano liberi, siano tutelati, possano svolgere serenamente il proprio lavoro.

Del resto, sarebbe concepibile una partita di calcio nella quale l'arbitro entri in campo indossando la maglia di una delle due squadre? E allora perché questo è possibile in una partita ben più importante, il processo, nella quel si decidono la vita e la libertà delle persone, e la sicurezza della collettività.

Come diceva il Presidente Berlusconi, bisogna che l'accusa, quando deve conferire con il giudice, fissi un

appuntamento, e debba bussare prima di entrare nella sua stanza, esattamente come fa l'avvocato difensore. Fu una delle battaglie più care al nostro fondatore, ora spetta agli italiani decidere. È un'occasione da non perdere.

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