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"Centrodestra sempre vicino a Taiwan. I rapporti con l'Italia miglioreranno"

Il rappresentante di Taipei a Roma è fiducioso: la coalizione è molto aperta nei nostri confronti, c'è sintonia negli affari e anche nei valori

"Centrodestra sempre vicino a Taiwan. I rapporti con l'Italia miglioreranno"

Come gran parte dei taiwanesi, a sottolineare il legame autentico con l'Occidente, Andrea Sing-Ying Lee porta con orgoglio un nome italiano accanto a quelli in lingua cinese. Guida da quattro anni l'Ufficio di rappresentanza di Taipei a Roma, ma di fatto è ambasciatore di Taiwan in Italia. E ci tiene subito a precisare (in ottimo italiano) che, anche se le ipocrisie della diplomazia pretendono che esista un'unica Cina, nel mondo reale è a tutti noto che ne esistono due, ed egli è ben fiero di rappresentare quella libera e democratica nel nostro Paese.

«Noi non c'entriamo nulla con il regime comunista di Pechino - spiega -, che ci minaccia e pretende di dipingerci come una sua provincia ribelle senza mai aver governato una spanna del nostro territorio. Siamo Taiwan, la Repubblica di Cina, uno Stato sovrano con un proprio esercito, un proprio governo, un Parlamento e un presidente eletto direttamente dai cittadini. Con una propria moneta e un'economia fortissima, primi produttori mondiali degli strategici semiconduttori. Il ricatto di Pechino, che impone di non riconoscerci per poter avere con essa rapporti politici e commerciali, non può nascondere l'esistenza di due Cine separate. E anche l'Italia prende atto della finzione dell'Unica Cina, il che non vuol dire che la faccia propria».

Distinzione sottile ma decisiva. A proposito di Italia: cosa vi aspettate dal prossimo governo di centrodestra?

«Taiwan ha sempre mantenuto ottimi rapporti con i diversi partiti e governi italiani. Quelli più attenti agli equilibri geopolitici si sono dimostrati più vicini a Pechino, mentre il centrodestra è più aperto a rapporti con noi, dimostrando non solo attenzione per gli aspetti economici, ma anche sensibilità verso quelli morali dei valori che condividiamo. Abbiamo molto apprezzato le parole di vicinanza al nostro Paese espresse da Giorgia Meloni e confidiamo che questa vicinanza possa essere la base di rapporti futuri ancor più amichevoli. Penso a leggi che facilitino gli investimenti, ma anche a nuovi progetti per soggiorni di studio e di lavoro che coinvolgano italiani e taiwanesi. La collaborazione tra piccole e medie imprese dei nostri Paesi può permettere a entrambi di crescere e rafforzarsi».

Viviamo un momento delicatissimo delle relazioni internazionali. Le autocrazie sfidano le democrazie anche militarmente. Vede un nesso tra l'invasione russa dell'Ucraina e le minacce cinesi a Taiwan? E cosa vi aspettate dall'Europa?

«Abbiamo come l'Ucraina un vicino grande e aggressivo, ma i due casi sono diversi. Penso che l'Europa possa e debba mostrare appoggio morale verso Taiwan, una democrazia in prima linea a difesa dei suoi stessi valori. Davanti alle minacce bisogna mostrarsi fermi».

Con quale spirito i taiwanesi vivono oggi in un Paese sotto minaccia d'invasione?

«Sentiamo la pressione, ma siamo abituati da 70 anni e il sentimento di fiducia nella nostra capacità difensiva è più forte. Penso anche che i cinesi comprendano che aggredirci potrebbe rivelarsi pericoloso per la stessa sopravvivenza del loro regime: vogliamo la pace, ma siamo in grado di resistere a lungo innescando instabilità al di là dello Stretto».

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