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Un colpo al woke e una sveglia all'immobilismo Ue

Senza Trump, al netto dei suoi modi e della scarsa conoscenza del galateo diplomatico, non ci sarebbe la tregua a Gaza

Un colpo al woke e una sveglia all'immobilismo Ue
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Su Donald Trump, sin dal primo mandato ma in modo ossessivo dal secondo, si è accanita una violenza mediatica notevolissima. Come se cercare di capire cosa si muove sotto quel ciuffo platinato significasse condividerlo o in qualche modo esserne complici. Troppo western per piacere alla sinistra, troppo americano per convincere del tutto la destra, troppo ricco e pacchiano per piacere al grande e raffinato pubblico europeo. Trump non piace, innanzitutto, perché è diverso, troppo diverso da quello che eravamo abituati a vedere e ascoltare. E la diversità è faticosa, richiede un esercizio di comprensione suppletivo. Dunque meglio buttare tutto giù dalla rupe, prendere Trump nella sua interezza e derubricarlo sotto l'etichetta degli errori della democrazia se non dei dittatori oppure dei pazzi, patologia medica che si presta alla politica quando non si hanno solidi argomenti di contestazione. Innanzitutto Donald Trump, scusate se è poco, ha polverizzato il muro del politicamente corretto e assestato un colpo notevolissimo alla (in)cultura woke. Un colpo battuto in America, ma la cui eco è risuonata anche in Europa. Se nel mondo occidentale è stata smaltita, almeno in parte, la sbornia da auto elettrica e si è imboccata la strada della neutralità tecnologica, lo dobbiamo anche all'ingombrante inquilino della Casa Bianca.

Ma passiamo alle cose serie. Senza Trump, al netto dei suoi modi e della scarsa conoscenza del galateo diplomatico, non ci sarebbe la tregua a Gaza, anche se i pacifisti fingono di non essersene accorti. Lo stesso Trump che ha deposto il dittatore venezuelano Maduro, che ha bombardato i terroristi dell'Isis in Nigeria e sta per dare una spallata al regime di Teheran. Certo, in Ucraina i cannoni tuonano ancora, i dazi sono stati un flop e i sondaggi crollano. Ma sarà la storia a decidere in quale casella posizionare The Donald.

Nel frattempo registriamo che un effetto collaterale - probabilmente indesiderato - del trumpismo è stato catapultare l'Europa da una fase adolescenziale alla maggior età.

Mai come dal suo insediamento Bruxelles si era presa tanto sul serio e aveva valutato come camminare con le proprie gambe, senza il comodo girello statunitense. Il più grande problema che ha l'Unione Europea è che tra poco Trump andrà a casa, non potendo correre per un terzo mandato. Ma l'Europa, anche senza di lui, non deve disunirsi.

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