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L'Unione camere penali: "Via alla separazione delle carriere"

Il congresso dei penalisti italiani a confronto con la nuova legislatura

L'Unione camere penali: "Via alla separazione delle carriere"

E’ il Congresso Straordinario delle Camere Penali il primo grande evento di un’associazione nazionale che si svolge dopo le elezioni, e a cui hanno partecipato i responsabili Giustizia di tutti i principali partiti.

A cui non le manda a dire l’Associazione dei penalisti italiani, guidata da due anni dal Presidente Giandomenico Caiazza.

Francesco Paolo Sisto, sottosegretario alla Giustizia di Forza Italia, il primo tra i politici intervenuto, difende la riforma Cartabia a cui ha personalmente lavorato: “La riforma del processo penale è un punto di partenza che non va disperso: andrà verificato il funzionamento dei meccanismi introdotti per intervenire con delle modifiche laddove necessario. Una cosa è certa - dice Sisto- l’efficienza del processo non può essere perseguita a scapito delle garanzie dei cittadini. La separazione delle carriere, la soppressione dell'abuso di ufficio e il rafforzamento di un diritto penale capace di tutelare l'impresa sono alcuni dei pilastri del nostro programma in tema di giustizia. I numeri di questa legislatura consentono, dopo il doveroso confronto, di decidere con la legittimazione delle competenze”.

Caiazza critica però il fatto che i decreti attuativi della riforma si discostino dalla delega, attaccando fortemente i magistrati fuori ruolo che li hanno scritti al Ministero: “Fino a quando i ruoli apicali del ministero di Giustizia saranno appaltati o comunque fortemente governati dalla espressione che definirei pressoché militare della magistratura associata, mediante la pratica, unica al mondo, del distacco di un centinaio di togati fuori ruolo in via Arenula - attacca Caiazza- dobbiamo essere certi che il momento della stesura dei decreti delegati sarà sempre il punto più alto di crisi in quello squilibrio tra potere esecutivo e potere giudiziario che affligge da decenni il nostro Paese”.

Per Fratelli d’Italia è intervenuto il responsabile giustizia Andrea Del Mastro, che ha più volte ripetuto l’impegno che il partito metterà dal Governo per una reintroduzione della prescrizione sostanziale. Del Mastro ha anche criticato il mancato intervento del precedente governo rispetto a un’effettiva modifica del Csm per limitare lo strapotere delle correnti che a suo dire concorrono alle nomine nelle procure “per affiliazione e non per merito”. Infine il responsabile di Fratelli d’Italia ha sottolineato che su alcuni argomenti le posizioni del suo partito non sono del tutto sovrapponibili a quelle dell’avvocatura, riferendosi all’esecuzione della pena. Del Mastro ha ripetuto una frase spesso usata da Giorgia Meloni: “Noi siamo garantisti nella fase processuale e giustizialisti in quella dell’esecuzione della pena, rispetto alla quale- secondo Del Mastro- la concezione rieducativa non deve essere tiranna rispetto a quella punitiva”.

Proprio questa fase è stata ripresa da Caiazza per rispondere a Del Mastro: “La tutela della dignità del detenuto e la finalità rieducativa della pena sono comandi costituzionali che non consentono deroghe, nè graduazioni di priorità. Non si può fare cherry picking dei diritti costituzionali, la pena ha come obiettivo costituzionale quello di tendere alla rieducazione del condannato e non esiste solo l’esecuzione in carcere. Anche perché dovete guardare i dati- dicono i penalisti- le persone che vanno in carcere tornano a delinquere più di quelle che scontano una pena alternativa fuori”.

Al carcere Caiazza dedica un passaggio importante del suo intervento: "Il grande tema che certamente ci dovrà impegnare in questo nuovo scenario parlamentare e politico, è quello della esecuzione della pena e del carcere. Qui, purtroppo, abbiamo ascoltato in campagna elettorale parole chiarissime, e sono parole allarmanti e non equivocabili. Sarà proprio questo il tema intorno al quale, inesorabilmente, può tornare ad affacciarsi sulla scena politica il più vieto populismo penale, che si nutre avidamente dei sentimenti e degli umori che allignano nella pancia della opinione pubblica. Le parole d'ordine securitarie - ha detto il Presidente delle Camere Penali- sono concime fertile per nutrire e far crescere le paure ancestrali ed i sentimenti di rivalsa o di vendetta sociale che, ovviamente, sono materia del più facile consenso elettorale ma una politica responsabile non può non prendere atto della condizione esplosiva delle carceri italiane, né può voltare lo sguardo di fronte alla ignominia del fenomeno dei suicidi che un paese civile può tollerare o fingere di ignorare".

Su questo Anna Russomando, responsabile giustizia del Partito Democratico, ha ricordato la grande incompiuta della Riforma dell’ordinamento Penitenziario. “Ma l’avete bloccata voi del Pd quando eravate da soli al governo con Gentiloni Presidente e Orlando guardasigilli- le ha subito risposto l'ex presidente delle Camere Penali Beniamino Migliucci- non potete occuparvi di carcere solo quando siete all’opposizione e poi abbandonarlo quando siete al governo per paura di perdere voti".

Poi il passaggio sulle proposte: "Prima delle elezioni - ha raccontato Caiazza- l'Unione delle Camere Penali aveva rivolto alle forze politiche l'invito a esprimersi sui temi che i penalisti ritengono più urgenti, dalla separazione delle carriere all'inappellabilità delle sentenze. Le risposte pubblicamente ottenute ci consentono di dire che, numeri alla mano, esiste nel nuovo Parlamento una maggioranza assoluta a favore della separazione delle carriere. Non possiamo che essere compiaciuti - dice Caiazza- di un così largo consenso intorno alla nostra più antica ed identitaria battaglia politica sulla separazione delle carriere. Sarà nostro compito, sin da subito, mettere in campo ogni più opportuna iniziativa perché alle parole seguano i fatti - assicura Caiazza - E sui fatti occorre intendersi, perché non vorremo, come già accaduto in passato, che la spinta riformatrice per la separazione delle carriere scolorisse nella ben diversa ed illusoria soluzione della separazione delle funzioni, equivoco d'altronde largamente alimentato dalla recente, rabberciata iniziativa referendaria. C'è una sola strada per la separazione delle carriere, ed è quella della riforma costituzionale. Ci sono i numeri e, lasciatemelo dire, c'è già il testo della riforma, per di più sottoscritto da oltre 70 mila cittadini. Il nostro invito alle forze politiche è molto chiaro e forte - spiega - fate vostra la proposta di legge di iniziativa popolare delle Camere Penali italiane, che giace in Parlamento da due legislature, e che dunque va autonomamente rinnovata. Spenderemo ogni nostra energia per convincervi che quella è la strada, la sola strada per portare a compimento finalmente la madre di tutte le riforme dell'ordinamento giudiziario e del processo penale nel nostro Paese, per dare finalmente attuazione al comando costituzionale della terzietà del giudice, per restituire prestigio, forza, credibilità e centralità sociale al giudice, liberandolo da giogo soffocante della commistione con la magistratura requirente. Un giudice indipendente e libero- ha concluso Caiazza- unico ma indispensabile argine all'indebito, straripante protagonismo delle procure. Una riforma che riconduca i cittadini a comprendere che ciò che conta nelle vicende penali non è la ipotesi accusatoria ma la valutazione che ne farà il giudice; non è l'arresto ma la sentenza, non è l'accusa ma il giudizio". Quanto alle altre sollecitazioni rivolte dai penalisti alla politica, Caiazza ricorda la "larga maggioranza favorevole alla inappellabilità delle sentenze di assoluzione" e che "anche sulla prescrizione potrebbero ricomporsi maggioranze importanti" mentre definisce "molto più sfumata la risposta sui fuori ruolo”.

Enrico Costa ha ricordato i risultato ottenuti da Azione e Italia Viva nella legislatura conclusa: “primi fra tutti la legge sulla presunzione d'innocenza ed il fascicolo per la valutazione del magistrato. Restano molte cose da fare- ha detto Enrico Costa- e non sarà indifferente la figura del prossimo guardasigilli. Ci sono in campo figure molto preparate, ma tra queste c'è chi ha una concezione più liberale, chi meno. La giustizia penale - ha sottolineato - non è solo indagini e inchieste, ma anche processo e esecuzione della pena e sistema penitenziario. E responsabilizzazione del magistrato. Diremo no a chi confonde la certezza della pena con la certezza del carcere, a chi si ispira al 'buttare la chiavè, a chi è pronto a sacrificare le garanzie, a chi campa sul marketing giudiziario. "Come primo atto della prossima legislatura sulla Giustizia - ha concluso Costa prendendo in consegna la delega di Caiazza- depositeremo in Parlamento la proposta di legge costituzionale sulla separazione delle Carriere dei magistrati, nello stesso testo dell'iniziativa popolare promossa dalle Camere penali”.

Per farla, come ricordato dal Presidente Caiazza, serve una modifica costituzionale. Speriamo la sinistra dall'opposizione non inizi a urlare all’attentato, ma collabori all'approvazione di una riforma ferma da troppo tempo e finalmente con un'ampia maggioranza parlamentare favorevole anche oltre quella di governo.

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