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Cose mai viste: gli antagonisti in fila ai seggi

Dai Carc ai Cobas, dagli islamici agli antagonisti dei centri sociali, è tutto un inno alla partecipazione, roba da fare schizzare l'affluenza a valori da Prima Repubblica

Cose mai viste: gli antagonisti in fila ai seggi
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Mestiere difficile quello dei sondaggisti in Italia, dove ancora oggi i cittadini non hanno tutta questa voglia di raccontare se e come votano. Del resto, nessuno diceva di scegliere la Dc e poi ha governato per cinquant'anni. E chi osava raccontare che avrebbe tracciato sulla scheda il nome Berlusconi e Meloni, rivelatisi campioni di preferenze e governi da guidare?

Nel furore quotidiano contro il governo di centrodestra, ci tocca vedere gli estremisti extraparlamentari mobilitarsi per il No. Dai Carc ai Cobas, dagli islamici agli antagonisti dei centri sociali, è tutto un inno alla partecipazione, roba da fare schizzare l'affluenza a valori da Prima Repubblica. In quello sgangherato mondo che vive di violenza e contrapposizione, dobbiamo pure assistere all'improbabile trasformazione degli anarchici da nichilisti contrari a qualsiasi struttura statuale in elettori disciplinati ansiosi di farsi timbrare il certificato elettorale. La commedia assume tratti esageratamente grotteschi per essere credibili. I Carc passano dalle minacce di morte sui muri a tracciare scenari politici dove la Meloni, sconfitta sulla separazione delle carriere, cede il posto a Francesca Albanese. Gli estremisti islamici, quelli devoti alla sharia, spiegano che a loro interessa lasciare la giustizia così com'è. Il ragionamento non pare molto sofisticato ma è facilmente decifrabile: meglio mille innocenti in carcere all'anno che una Meloni vittoriosa.

Tra gridare in piazza e

presentarsi alla propria sezione elettorale c'è di mezzo il mare. Noi un'idea ce la siamo fatta: milioni di persone perbene voteranno Sì, non solo i mafiosi evocati da Gratteri e Di Matteo. Mentre tutti i violenti stanno con il No.

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