"Era già legato a Ilaria Salis prima ancora che la maestra brianzola diventasse nota alle cronache. Non so in che forma ma si conoscevano già...". A parlare è un vecchio collega di università di Ivano Bonnin (foto), l'assistente dell'europarlamentare di Avs. Il "compagno" dell'estremista di sinistra, nell'accezione politica e in quella d'uso comune. Bonnin ha almeno due carriere alle spalle: una accademica e una nei collettivi. La prima è di tutto rispetto: il liceo Cassini a Genova, le esperienze a San Francisco e Barcellona, la laurea di primo livello alla Metropolitan University di Londra, la magistrale a Bologna, il master alla Bicocca di Milano e il dottorato in filosofia a Roma3. Un percorso che termina, prima dell'incarico con la Salis, con l'insegnamento a contratto nell'università di Genova. Ma almeno in Italia, dove studia, Bonnin lascia anche una traccia politica. In Emilia milita nel collettivo Hobo, con cui è finito nei guai nel 2015.
Insieme al giovane ligure, nel 2015, sei esponenti di Hobo vengono arrestati, e poi condannati, per interruzione di pubblico servizio aggravata e violenza privata. La condanna a sei mesi viene tramutata in una multa. "Cose di dieci anni fa", dice oggi l'europarlamentare. Cose vecchie ma vere. E sarà l'eventuale indagine del Parlamento europeo a decidere se quella condanna travalica il limite della "moralità", che è stabilito dal regolamento. A Milano, nel 2021, fonda le Brigate volontarie per l'emergenza. Nascono con il lockdown pandemico e dicono di muoversi per la "mutualità" e per la "solidarietà". Tra le iniziative, tanti viaggi in Ucraina. Il coordinamento conta su 16 Brigate, e tra queste c'è la "Lena Modotti", legata al centro sociale Lambretta di via Rizzoli. Autonomi, anarchici, antagonisti: i profili dei centri sociali milanesi sono sempre quelli. "C'è un elemento che ricordo bene, era un No Tav". Non è un'incoerenza. Anche la Salis sostiene in maniera aperta la protesta socioterritoriale contro la Torino-Lione. "Bonnin è sempre stato un tipo da centro sociale hard", chiosa il collega di università. Tra i paper pubblici, quello sui confini di Ventimiglia, zona calda marcata a uomo da Askatasuna e non solo. Il compagno di Salis è un migrazionista, un "no borders" e un anti-sovranista. È pure un internazionalista e in passato ha fatto uno stage in Messico in un centro dedicato ai diritti umani a Las Casas e ha coordinato un progetto per la Ong "femminista e intersezionale" chiamata D'Antilles et D'Ailleurs. È finito a Strasburgo e a Bruxelles Bonnin, con la donna di cui è "compagno" e con cui ha scritto "Vipera", il libro sulla carcerazione ungherese della Salis. Solo che un'eurodeputata non può scegliersi un "partner stabile" come assistente. E ora l'Ecr chiede via lettera formale che la presidente dell'Europarlamento disponga almeno ulteriori verifiche. Ilaria Salis continua a girare tra i corridoi del Parlamento europeo, sempre accolta con entusiasmo dai suoi colleghi italiani ma evitata isolata dal resto di The Left.
Pesa l'estrazione di un mondo estremo, legato a proteste e manifestazioni spesso violente.In Germania lo sanno bene, e infatti continuano a indagare sulla figura della maestra brianzola finita in carcere a Budapest per le sortite dell'Hammerbande. La donna a cui Bonnin ha scelto di accompagnarsi.