Gazebo azzurri nelle piazze: «Il problema non è l'Ue ma la manovra del governo»

Affondo della Gelmini: «Provvedimenti economici sconfortanti che fanno scappare gli investitori»

Alberto Giannoni

Milano Cambiare la ricetta per evitare il peggio. Forza Italia lancia un nuovo appello al governo. «Il problema non è l'Unione europea, sono i contenuti della manovra» avverte Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo e vicepresidente di Forza Italia, intervenendo a Roma a uno dei gazebo che sono stati allestiti in tutto il Paese, ieri e oggi, contro la legge di Bilancio.

Nell'Italia appiattita sulla retorica assistenzialista, gli azzurri parlano a un Paese diverso, con parole d'ordine diverse. Merito, talento, futuro. Tajani a Viterbo, partecipa alla cerimonia per le lauree dell'Università della Tuscia. Parla dei suoi studi, degli esami da affrontare, del mercato del lavoro europeo. E nella Capitale spiega l'urgenza di una revisione di una manovra economica che non sta in piedi: sbagliata in sé, non solo sgradita all'Europa: «Bisogna modificare non tanto i numeri quanto la sostanza - dice - Se non c'è una politica per la crescita, per le infrastrutture, per le riforme, non cambierà mai il giudizio dell'Unione europea nei confronti della manovra». «Il problema - ha aggiunto Tajani - non è se Moscovici e Juncker sono simpatici, a me non piace il linguaggio che è stato usato, il problema sono i contenuti della manovra. Se non cambia questa manovra le cose andranno sempre peggio. Fanno ancora in tempo a farlo oppure costringeranno gli italiani a pagare un prezzo altissimo».

È chiaro che i dati dell'Istat sul Pil in calo sono un campanello d'allarme per un pezzo importante del Paese, e rendono ancora più insostenibili i sussidi voluti dal Movimento 5 Stelle. La ricetta azzurra è alternativa. «Spieghiamo - dice ancora Tajani parlando dei gazebo in tutta Italia - cosa noi chiediamo per far crescere questo Paese e uscire definitivamente dalla crisi». E cita «i risultati negativi» del governo: «Aumenta la disoccupazione, non diminuisce la pressione fiscale, non si fanno le grandi opere, una situazione complicata che crea la fuga di capitali». Nel mirino di Fi c'è il populismo economico dei grillini, ma ormai si pressa anche la Lega che li asseconda. Preoccupata Mariastella Gelmini che prima a Milano interviene a un incontro eloquente fin dal titolo («Dalla forza del talento il coraggio di cambiare: ripartiamo dal territorio per costruire l'Italia e l'Europa di domani»), poi va ai gazebo. Agli occhi degli azzurri, i 5 stelle si sono presentati agli elettori con promesse irrealizzabili, ma la Lega no: «Un nostro alleato - osserva la capogruppo - fa finta di non capire e lascia fare ai grillini determinate cose». Eppure, ricorda, il Carroccio «si è presentato con noi sulla base di un programma elettorale che diceva tutt'altro», ma per ora consente tutto e vota «provvedimenti assurdi». «I provvedimenti del governo sono sconfortanti - attacca - questa manovra scassa i conti pubblici, fa scappare gli investitori e gioca d'azzardo con i risparmi degli italiani».

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