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"I rimpasti? Alchimie. Noi amici degli Usa ma ora in disaccordo"

L'intervista al Tg1: "Governo avanti convinto. Obiettivo la difesa degli interessi nazionali"

"I rimpasti? Alchimie. Noi amici degli Usa ma ora in disaccordo"
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Ma no, quali elezioni. "Continuiamo a svolgere il nostro mandato per il bene della nazione", dice Giorgia da Gedda.

Niente crisi, nessun piano B, neanche un rimpasto. "Che il governo andrà avanti lo abbiamo detto un minuto dopo l'esito del voto popolare. Infatti, il giorno successivo allo spoglio eravamo già al lavoro. Qui non abbiamo proprio tempo da perdere, soprattutto in un momento delicato come questo".

Dunque, la vittoria dei no alla riforma della giustizia non condizionerà l'agenda di Chigi. E nemmeno i passi indietro di Santanchè e Delmastro o il caso Piantedosi. Zero scossoni. "Posso dire che mi divertono sempre molto le ricostruzioni su dimissioni e rimpasti, però per me sono alchimie di palazzo che non interessano la gente. Nessuno vuole nemmeno parlarne ancora".

Intercettata in Arabia Saudita dal Tg1, la Meloni dice la sua sulla guerra, le bollette, Trump, la politica interna. È primo ritorno pubblico ufficiale in scena dopo il referendum, a parte il breve commento volante a caldo registrato la sera dei risultati con un video postato sui social. E il suo viaggio nel Golfo testimonia appunto della gravità della situazione. "La crisi internazionale sta avendo effetti negativi concreti sull'energia e sull'economia italiana e ne avrà ancora. Il governo interviene con tutti gli strumenti possibili".

La proroga fino al primo maggio del taglio delle accise sul carburante di 0,25 euro che costerà 500 milioni, misure a favore degli agricoltori, aiuti alle imprese che esportano. Per il centrosinistra si tratta di provvedimenti tampone e insufficienti. "Fanno il loro lavoro di opposizione - commenta la premier - però sono nella posizione fortunata di poter criticare dal divano. Ci aspetteremmo un atteggiamento più costruttivo".

Altro nervo scoperto, il rapporto con Washington e le polemiche sulla Nato. Ci siamo riavvicinati a Bruxelles dopo le ultime invettive di Trump? Forse. Per la Meloni comunque "l'Europa non ha molto da guadagnare sul piano geopolitico da una divaricazione con gli Stati Uniti", però c'è un però: "Il nostro lavoro è difendere gli interessi nazionali". Nessuna sudditanza a Trump, assicura, basta vedere le risposte agli attacchi del presidente americano alla Ue e la mancata concessione della base di Sigonella. "Quando non siamo d'accordo dobbiamo dirlo, e stavolta non siamo d'accordo".

Intanto l'Italia, con un occhio al petrolio, prova a giocare la carta diplomatica. "Come altri Paesi europei - spiega - aiutiamo le nazioni del Golfo a difendersi dagli attacchi iraniani perché sono Stati strategici per i nostri interessi oltre che amici".

Roma si muove anche "a protezione delle decine di migliaia di connazionali presenti nella regione". Nel suo viaggio lampo a sorpresa la Meloni incontrerà diversi leader arabi, dai sauditi, agli Emirati al Qatar, ed è la prima visita nell'area di un capo di governo occidentale dall'inizio del conflitto. Non si tratta soltanto di solidarietà, ma di ricercare la sicurezza energetica, come dicono fonti di Palazzo Chigi, rafforzando le relazioni e consolidando un partenariato strategico.

"La missione ha come obiettivo pure quello di garantire all'Italia gli approvvigionamenti che sono necessari", anche perché il costo dell'energia incide su tutti i prezzi. Giorgia è già volata in Algeria la settimana scorsa per il gas. "E oggi sono qui nel Golfo per discutere di petrolio. Il 15 per cento di quello che usiamo proviene da queste nazioni".

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