Le briciole di Francia e Germania: così ci aiutano con i migranti

I retroscena alla vigilia del consiglio europeo della prossima settimana parlano del possibile piano franco-tedesco per introdurre nuovamente i meccanismi di ricollocamento dei migranti. Ma potrebbe trattarsi solo di una piccola concessione politica a Mario Draghi

Immigrazione, ecco il possibile "contentino" di Francia e Germania all'Italia

Da parte di Francia e Germania c'è forse più la volontà di salvare la faccia che di aiutare concretamente l'Italia. In vista del Consiglio Europeo del 24 e 25 maggio, i retroscena svelati da Repubblica parlano di un possibile piano franco-tedesco volto ad aiutare Roma sull'immigrazione.

In particolare, dovrebbe essere rinnovato il principio stipulato nel famoso accordo di Malta, quello che nel settembre 2019 è stato sbandierato come risolutivo e che, per la verità, ha portato ben pochi frutti.

Parigi e Berlino si sarebbero già dette disponibili ad accogliere una quota di migranti approdati nel nostro Paese. I dettagli però per il momento non sono stati illustrati. Difficile quindi capire a quali categorie di migranti i rappresentanti francesi e tedeschi abbiano fatto riferimento. Se cioè a quelli arrivati in modo autonomo oppure alla categoria facente parte delle persone sbarcate con le navi Ong.

Più probabile la seconda ipotesi. Del resto si è apertamente parlato, in seno ai corridoi della diplomazia europea, di una sorta di “Malta bis”. La prima versione dell'accordo stipulato a La Valletta parlava espressamente di migranti approdati da navi militari o navi Ong, sbarchi che rappresentano una quota minoritaria rispetto al totale.

Ad ogni modo la strategia franco-tedesca appare chiara. Di fronte all'incalzare della crisi migratoria in Italia, con numeri in grado già oggi di far parlare di emergenza, l'obiettivo è dare una prima risposta a Roma. Per adesso gli unici piani pervenuti dall'Ue hanno riguardato strategie a lungo termine, soprattutto con riferimento ai nuovi patti per i rimpatri e agli accordi con Stati terzi.

Da qui la necessità di battere un colpo nell'immediato e quindi sul nuovo piano di redistribuzione dei migranti. Per la verità potrebbe essere molto difficile trovare la quadra tra tutti i Paesi Ue. Diversi governi nei giorni scorsi hanno ribadito la propria contrarietà a una redistribuzione. Tra questi è stato quello austriaco a fare la voce grossa.

Da Parigi e da Berlino si sta quindi confidando almeno a un'intesa ristretta tra i Paesi più “volenterosi”. Ma la platea potrebbe non essere così ampia da bastare ad alleviare la pressione sull'Italia, nemmeno nel breve periodo.

Questo i governi di Francia e Germania lo sanno molto bene. Ma hanno espresso l'intenzione di andare avanti. Del resto, la priorità per Merkel e Macron è una: dare una risposta politica all'Italia, prima ancora che pratica e pragmatica. Mario Draghi non può tornare a Roma a mani vuote dal consiglio europeo. Per cui insistere sulla redistribuzione è un modo per accontentare le parti in causa, Italia in primis. Senza però, alla prova dei fatti, avvicinarsi a una reale risoluzione del problema.

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