L'Anm non molla: "Referendum? Timori per i cittadini"

Nuovo affondo dell’Anm, con un documento approvato a larga maggioranza dal comitato direttivo centrale, contro i quesiti referendari sulla giustizia proposti da Lega e Partito Radicale

L'Anm non molla: "Referendum? Timori per i cittadini"

"L'opzione referendaria costituisce legittimo esercizio di una prerogativa costituzionale" ma l’Anm non si esime dal rilevare che in un momento di "profonde e importanti riforme dell’intero settore giustizia, involgenti tanto la disciplina processuale che ordinamentale, appare scelta non condivisibile quella di concentrare gli sforzi su iniziative caducatorie di singole disposizioni di legge, quasi ignorando che il quadro giuridico entro il quale esse si collocano, sarà destinato inevitabilmente a mutare per effetto del progetto riformatore". È questa la posizione espressa dall'Associazione nazionale magistrati (Anm) in un documento approvato a larga maggioranza dal comitato direttivo centrale.

Nello stesso testo si legge che anche prescindendo "dall'alto tasso di tecnicità" di alcuni quesiti proposti e dalla "non agevole divulgazione dei loro contenuti, con rischio di effetti ingannevoli sull'elettorato" si tratta comunque di iniziative "che potrebbero assimilarsi alla condotta di chi si appresta a sostituire un mattone quando il cantiere delle riforme destinato al rifacimento della casa è in procinto di essere aperto".

L’Anm, si sottolinea ancora nel documento, non si sottrarrà "al doveroso compito di fornire il proprio contributo scientifico su tutte le questioni sollevate dai quesiti, ma fin d'ora esprime forte preoccupazione per le modifiche in tema di responsabilità civile diretta dei magistrati e di separazione delle carriere, che rischiano di condurre a una magistratura meno indipendente e a un pubblico ministero sganciato dalla giurisdizione e privato dei compiti di garanzia che l'ordinamento gli riserva". Inoltre nella dichiarazione si evidenzia che una analoga "preoccupazione desta il quesito sul delicato tema della custodia cautelare, presidio avanzato di tutela della sicurezza collettiva". Per questo, ha osservato ancora l’Anm, "occorre essere consapevoli che l'eventuale approvazione dei quesiti referendari potrebbe comportare gravi ripercussioni sull'assetto costituzionale e sulle guarentigie di autonomia e indipendenza della magistratura, le quali costituiscono non privilegi di categoria ma garanzie irrinunciabili per tutti i cittadini".

Immediata e durissima la risposta di Matteo Salvini, leader della Lega e uno dei principali promotori del referendum: "Invece di preoccuparsi dei referendum e della volontà popolare e anziché minacciare, sarebbe utile che l'Anm si preoccupasse di offrire agli italiani processi veloci, certezza della pena e una giustizia libera da correnti, raccomandazioni e spartizioni". L’ex ministro dell’Interno ha ricordato che dal 2 luglio "in tutti i Comuni e le piazze d'Italia, saranno i cittadini con le loro firme a fare vera Giustizia. A questo punto firmare per i 6 Referendum significa difendere la Costituzione e la democrazia".

Lo scontro

La precisazione avviene dopo giorni ad altissima tensione a causa della proposta di referendum sulla giustizia avanzata dalla Lega e dal Partito Radicale, che hanno già depositato sei quesiti in Cassazione. Il prossimo 2 luglio, tra l’altro, partirà la raccolta firme. I cittadini potranno firmare in merito a quesiti come l'elezione del Csm, la responsabilità diretta dei magistrati, l’equa valutazione dei magistrati, la separazione delle carriere dei magistrati, i limiti agli abusi della custodia cautelare e l’abolizione della legge Severino.

Le parole del presidente dell’Anm

Un’azione politica che, però, non piace all’Anm che vede nei quesiti referendari una sorta di richiesta di valutazione sul mondo della giustizia da proporre ai cittadini. "Il fatto stesso che si porti avanti il tema referendario sembra esprimere un giudizio di sostanziale inadeguatezza dell’impianto riformatore messo su dal governo e fa intendere la volontà di chiamare il popolo ad una valutazione di gradimento della magistratura, quasi a voler formalizzare e cristallizzare i risultati dei vari sondaggi di opinione che danno in discesa l’apprezzamento della magistratura", ha affermato il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia parlando al Comitato direttivo centrale del sindacato delle toghe a proposito dei referendum sulla giustizia. "Credo che spetti all’Anm una ferma reazione a questo tipo di metodo", ha aggiunto ancora Santalucia, come riportato da Agi. Quest'ultimo ha anche affermato che "prima ancora dei contenuti c’è una questione di cornice entro cui collocare l’azione riformatrice, e, come recita il nostro Statuto, è compito dell’Anm 'dare opera affinché il carattere, le funzioni e le prerogative del potere giudiziario, rispetto agli altri poteri dello Stato, siano definiti e garantiti secondo le norme costituzionali'".

Il programma referendario, secondo Santalucia, può divenire "lo strumento formidabile per mettere in ombra una modalità di approccio, fatta di impegno nel distinguere, nel selezionare il tipo e la struttura degli interventi di riforma,per saggiarne il rapporto di compatibilità costituzionale e non cancellare, in nome dell'idea che il sistema non sia redimibile,un assetto di regole costruito intorno ad alcuni principi che non dovrebbero mutare". In questo modo per il presidente dell’Anm c’è il rischio che possa prendere quota la "propensione a valutare in termini di inadeguata timidezza, se non di inaccettabile gattopardismo, l'atteggiamento riformatore che non mostra i muscoli del radicalismo ideologizzante, che non si fa percepire come disposto ad abbattere vecchi steccati, che poi il più delle volte sono presidi di diretta connessione costituzionale". Di conseguenza vi è la convinzione che l'Anm debba reagire perché "prima ancora dei contenuti, c'è una questione di cornice entro cui collocare l'azione riformatrice, e, come recita il nostro Statuto, è compito dell'Anm 'dare opera affinché il carattere, le funzioni e le prerogative del potere giudiziario, rispetto agli altri poteri dello Stato, siano definiti e garantiti secondo le norme costituzionali'".

La replica di Salvini

Le parole di Santalucia, però, non sono state gradite dal leader della Lega Matteo Salvini:"Il presidente dell’Anm attacca i referendum sulla giustizia promossi da Lega e Partito Radicale e annuncia una ’ferma reazione'? Parole gravissime". "Non si può aver paura dei referendum, massima espressione di democrazia e libertà, e di confrontarsi con il giudizio e la volontà popolare", ha aggiunto l’ex ministro dell’Interno.