La Lega ha aderito alla manifestazione indetta sabato dai Patrioti a Milano. Con questa adesione si è voluto celebrare l'orgoglio di una civiltà che ha dato al mondo libertà e democrazia come valori universali. Una civiltà fondata su Atene, Roma e Gerusalemme. È stato anche il giorno dell'orgoglio di una patria, la nostra patria, la cui difesa, come recita la nostra Costituzione, è un "sacro" dovere di ogni cittadino. Una patria che è fatta di comuni con una grande storia e di regioni che non hanno pari per bellezza. Il nostro è un sano patriottismo che non è aggressivo nazionalismo (noi ripudiamo la guerra come strumento di aggressione, perché noi amiamo la pace), è amore verso la nostra terra, amore verso le nostre radici, è rispetto dei nostri avi che con i loro sacrifici ci hanno donato la nostra nazione. Una nazione che 69 anni fa ha voluto collaborare in Europa con altre nazioni che condividono i valori della nostra civiltà. E compito dell'Europa, anziché dare vita a regole e burocrazie oppressive, dovrebbe essere quello di riscoprire e difendere i valori dell'Occidente. Un Occidente che deve restare unito. Noi amiamo una civiltà che ha sempre saputo accogliere chiunque sia arrivato con la voglia di costruirsi onestamente un futuro insieme con noi, accettando e rispettando le nostre leggi. Nel diritto di Roma e nei Vangeli non è mai stato contemplato il razzismo. E non è razzismo affermare che l'integrazione non è una banale inclusione, non significa accettare chiunque a prescindere, ma passa innanzitutto dalla disponibilità in chi arriva a condividere regole e un modo di vivere. La discriminazione e l'odio non ci appartengono, appartengono a chi ha creduto e crede nei regimi totalitari e fra questi ci sono anche i comunisti e i loro discendenti. Noi amiamo una civiltà che si fonda sulla centralità della persona umana, sulla eguaglianza di tutti gli essere umani, sullo stato di diritto. Noi amiamo una civiltà che ha lottato per riconoscere eguale dignità all'uomo e alla donna e che proprio per questo rifiuta di disprezzare l'umanità che c'è in ognuno di noi costruendo asterischi, schwa, o generi neutri che non sono né uomini né donne. Noi amiamo una civiltà che ha saputo coniugare la libertà con la responsabilità: dobbiamo ridare valore alla responsabilità individuale perché chi sbaglia deve rispondere dei suoi errori. Una civiltà che ha dato al mondo le carte universali dei diritti, ma che ha riconosciuto anche l'importanza fondamentale dei doveri. Come ancora una volta recita la nostra Costituzione: accanto al diritto di lavorare vi è il dovere di lavorare, perché ogni cittadino deve contribuire al progresso civile e morale della nostra nazione. Chi sta con le mani in mano, chi vive di espedienti o di delinquenza non è il benvenuto. Noi siamo la civiltà che ha concepito buona fede, umanità, amore e rispetto verso l'altro come pilastri della nostra convivenza civile.
Torniamo ad essere orgogliosi di chi siamo stati, di chi dobbiamo saper essere ogni giorno, e di chi vogliamo rimanere anche nel futuro nostro, dei nostri figli e di chiunque verrà dopo di noi.* ministro dell'Istruzione e del merito