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Moto, soldi e perizie: è la "guerra dei Rossi". Valentino contro Graziano (e la compagna)

Il campione accusa la donna di aver approfittato del padre prelevando 176mila euro dal suo conto. Ed è scontro legale

Moto, soldi e perizie: è la "guerra dei Rossi". Valentino contro Graziano (e la compagna)
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Ben 176mila euro prelevati dal conto corrente, a cui sommare 34mila euro in contati sottratti negli ultimi 12 anni: questa l'accusa che Valentino Rossi, sette volte campione del mondo di motociclismo, ha rivolto alla compagna del padre Graziano, volto familiare al grande pubblico per la sua presenza nel paddock durante gli anni in pista di Valentino.

Dei 176mila euro di cui la compagna di Graziano si sarebbe appropriata, almeno secondo l'accusa dell'ex numero 46 delle due ruote, 100mila sarebbero stati prelevati dalla donna a titolo di prestito, ma approfittando della fragilità di Graziano, oggi 71 anni e a sua volta ex pilota di motociclismo e rally negli anni Ottanta.

Nel 2024 il padre di Rossi era stato considerato da una perizia di parte non in grado di provvedere a sé stesso, motivo per cui Valentino aveva chiesto e ottenuto di essere amministratore di sostegno. Una condizione a cui Graziano (che negli anni di lavoro accanto al figlio nel Motomondiale avrebbe beneficiato di significative entrate economiche) ha cercato di opporsi l'anno successivo, chiedendo al figlio di liberarlo dal controllo, ma ricevendone in cambio un diniego categorico. Da qui l'inizio dell'iter legale, come prova la causa civile di papà Graziano (che nel mentre non aveva mai smesso di guidare l'automobile né tantomeno di partecipare ad alcune gare di rally) per la revoca dell'amministrazione di sostegno.

Almeno cinque erano state le perizie psichiatriche, sia in fase preliminare sia in incidente probatorio, a cui era stato sottoposto l'uomo (allora difeso dall'avvocato Anna Bartoli), tra Bologna e Pesaro, con il perito del tribunale, Massimo Badioli, a riconoscere poi in Graziano Rossi la padronanza delle facoltà e la non necessità di amministratori di sostegno, come avrebbe pronunciato il decreto del giudice Davide Storti il 3 marzo 2025. Una decisione che Valentino decise di non impugnare, facendo però poi seguire una denuncia per circonvenzione di incapace nei confronti della compagna del padre, un'impiegata 54enne di un ufficio pubblico (difesa dall'avvocato Francesco Coli), proprio con l'accusa di aver distratto denaro dai conti di Graziano.

Così, mentre nella nuova inchiesta penale la Guardia di Finanza passa al setaccio i movimenti in uscita dal conto di papà Rossi, la Procura di Pesaro ha incaricato lo psichiatra Stracciari di Bologna, coadiuvato dal dottor Sarmorì, per una nuova valutazione psicologica. Prima di passare l'incarico un altro professionista, il professor Ariatti, così da stabilire se Graziano sia effettivamente incapace di intendere e volere (come sostenuto da Valentino) o capace di disporre del proprio denaro, come stabilito in precedenza in sede civile, quindi non vittima di raggiro.

Luca Cimino, lo psichiatra nominato dal gip, ha confermato la piena facoltà di Graziano e ora spetterà al pubblico ministero, Irene Lilliu, decidere se archiviare il fascicolo o proseguire nelle

indagini sul conto corrente di papà Graziano e procedere all'eventuale rinvio a giudizio nei confronti della donna, in questa guerra dei Roses in cui Rossi papà e figlio si sono ritrovati uno contro l'altro in tribunale.

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