Domenica soleggiata a Venezia, ma solo meteorologicamente. Ancora nuvoloni sull'affaire Russia. Dopo la scelta che segna un precedente storico - del ministro della Cultura Alessandro Giuli di non partecipare alle giornate di apertura e all'inaugurazione, in netta contrapposizione con la scelta della Biennale di accogliere la partecipazione della Russia (assente da quattro anni), la Biennale di Venezia ribadisce "l'assoluto rispetto delle norme, avendo agito in stretta osservanza delle leggi nazionali e internazionali vigenti e nei limiti delle proprie competenze e responsabilità. Nessun divieto delle sanzioni europee è stato aggirato, come affermato da ricostruzioni giornalistiche. Le sanzioni sono state rigorosamente applicate. Siamo stupefatti pertanto che tali ricostruzioni falsate siano emerse dal visionamento di documenti interni inviati all'Autorità di Vigilanza della Biennale, contenenti oltretutto riferimenti a terzi, evidentemente diffusi contro ogni deontologia, procedura e rispetto delle norme della privacy".
Il riferimento della nota ufficiale della Biennale è alla pubblicazione su Open, il giornale online fondato da Enrico Mentana, di un articolo a firma di Francesca Milano che riporta documenti e e-mail scambiate tra l'istituzione veneziana e la commissaria del Padiglione russo, Anastasia Karneeva, tra il 2025 e il 2026. Stando alla ricostruzione di Open, Karneeva segnala il problema dei visti degli artisti una cinquantina quelli coinvolti, tra musicisti, performer e poeti - già a novembre scorso e chiede al direttore generale della Biennale, Andrea Del Mercato, delle lettere di invito per facilitare gli ingressi. La soluzione individuata dalla Biennale passa da un compromesso per non violare il regime sanzionatorio europeo imposto a Mosca dopo l'invasione dell'Ucraina: le performance di artisti e musicisti verrebbero realizzate nelle giornate di anteprima riservate a stampa e addetti ai lavori (dal 6 all'8 maggio), prima dell'apertura ufficiale al pubblico della manifestazione, fissata per il 9 maggio. In seguito, come già anticipato dal Giornale, il Padiglione Russia sarà tecnicamente chiuso, fino alla fine della manifestazione, prevista il 22 novembre. Con un dettaglio: le performance visive e musicali registrate sarebbero proiettate su grandi schermi, dentro il Padiglione russo e quindi visibili dall'esterno, camminando nel vialetto dei Giardini dove l'edificio è affacciato.
"Come avviene per tutti i Paesi riconosciuti dalla Repubblica Italiana proprietari di un Padiglione ai Giardini, che comunicano di partecipare alle Esposizioni d'Arte e di Architettura, anche per la Federazione Russa sono state valutate rigorosamente la fattibilità dei progetti e la conformità alle norme vigenti dice la Biennale -.
Una manina-manona, e non un colombo viaggiatore, che consegna alla stampa sottobanco i documenti riservati, non ci fa interrogare sul valore delle cose scritte, tutte legittime, ma sul perché la manina-manona ha ritenuto di doverle distribuire. Scavalcando i confini della correttezza istituzionale e della decenza. E ne siamo quindi stupefatti".