Leggi il settimanale

In piazza l'odio di sinistra. Bruciati Nordio e la Meloni

Con il pretesto del referendum, antagonisti, pro Pal e pro ayatollah in corteo. Il ministro: "Non mi intimoriscono". L'imbarazzo dell'Anm

In piazza l'odio di sinistra. Bruciati Nordio e la Meloni
00:00 00:00

Il "no sociale". Così i gruppi antagonisti hanno deciso di chiamare la violenta campagna anti Meloni utilizzando la scusa del referendum costituzionale. È il pretesto di chi, senza arte né parte, ieri è sceso in piazza a Torino, Roma e Milano. In migliaia si sono mobilitati da diverse realtà italiane per mostrare tutto il loro sostegno alle peggiori cause possibili (beh, anche questa è un'arte). E tra queste rientra l'Iran. Non protestavano per un Iran libero, ma c'è chi girava con il cartellone in modalità "santino" del sanguinario Khamenei. Vicino a questo ragazzo, come Il Giornale vi può dire in esclusiva, c'era Abbas Di Palma, l'imam convertito del centro sciita Imam Mahdi, che si trova a Roma. Rare le sue pubbliche apparizioni, che non avvengono mai senza un motivo ben preciso. Anche perché, come ci riferiscono fonti ben informate, oggi la strategia dei fan del regime è tentare di avere un basso profilo, facendo avvicinare solo persone di estrema fiducia. Lui è l'esponente dello stesso luogo di culto in cui hanno fatto, in concerto con il centro di Milano Imam Ali, la veglia funebre in onore della Guida Suprema. Insomma, le propaggini del regime erano parte dei cortei in cui sono state bruciate bandiere di Israele, quelle americane, in cui sono stati issati cartelloni della premier che porta a spasso con un guinzaglio il Guardasigilli Carlo Nordio. E, come se non bastasse, a quell'immagine raccapricciante hanno anche dato fuoco.

Un gesto che denota quanto odio serbino coloro che fingono di lottare per diritti e libertà. Ma nelle diverse piazze c'era chiunque: i Carc, Potere al Popolo, Cambiare Rotta, i Giovani Palestinesi, Brahim Baya, l'Usb, Rete dei Comunisti. "Meloni stiamo arrivando", "Costruiamo il no sociale al governo", "Free Palestine, Free Iran", alcuni degli slogan comparsi sugli striscioni che venivano sbandierati mentre gridavano improperi e intonavano cori contro qualunque cosa assomigliasse anche solo lontanamente al concetto di legalità o democrazia. E quell'odio lo rivendicano loro stessi, scrivendo frasi sotto i video delle bandiere che prendono fuoco: "Con la stessa rabbia e immutato amore".

Pullman da tutta Italia, un'organizzazione capillare che includeva anche volantini su cui campeggiava la scritta "io voto no": grazie a quali soldi è stato possibile mettere in moto una macchina simile è un interrogativo quantomeno curioso che qualcuno potrebbe porsi.

Una violenza che non ha lasciato indifferenti anche gli oppositori, perché il fronte del No ha superato ogni limite, ed è impensabile che si giunga al voto del 22 e 23 marzo restando inermi davanti alla cieca potenza della violenza.

Solidarietà a Meloni e Nordio, infatti, è giunta anche dall'Associazione nazionale magistrati, cui il Guardasigilli ha voluto pubblicamente esprimere gratitudine: "Ringrazio di cuore chi ha manifestato la sua solidarietà, in particolare il presidente del Comitato per il No, Enrico Grosso, e l'Anm. Auspico anche io che nei prossimi giorni il dibattito si mantenga nei termini indicati dal presidente della Repubblica con pacatezza e lealtà, sui reali contenuti". Poi aggiunge: "Naturalmente questi eccessi aggressivi, lungi dall'intimorirmi, mi sollecitano a proseguire con sempre maggior determinazione nel pieno rispetto di chi la pensa diversamente da noi". Ma l'obiettivo degli antagonisti è chiaro e non hanno intenzione di nasconderlo: è Giorgia Meloni.

Il referendum è solo il

primo appuntamento su cui si sono mobilitati in massa. Anche perché molti di loro sono consci che senza una certa copertura e l'appoggio di singole toghe ideologizzate saranno loro i primi a pagare il giusto prezzo.

GiuSor

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica