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Il podcast di Giorgia e Fedez. "Elly? Qui ha dato forfait"

La Meloni ospite del rapper: "Il voto è sulla giustizia e non su di me". Schlein e Conte hanno rifiutato l'invito

Il podcast di Giorgia e Fedez. "Elly? Qui ha dato forfait"
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L'intervista è di quelle che non ti aspetti. Giorgia Meloni, diversamente da Giuseppe Conte ed Elly Schlein, accetta di andare ospite al "Pulp Podcast" di Fedez e Mr. Marra. Una intervista - disponibile a partire da domani alle 13 su YouTube e Spotify - che segna un ulteriore passaggio nell'evoluzione del rapporto tra politica e nuovi media. In un contesto comunicativo più diretto rispetto ai tradizionali talk televisivi, la conversazione con la premier si sviluppa in una narrazione della politica più accessibile alle generazioni più giovani.

Al centro dell'intervista il tema del referendum e della riforma della giustizia, su cui Meloni rivendica un approccio di merito: "Non si vota sulla Meloni, si vota sulla giustizia", sottolinea. Tra i punti chiave, la separazione delle carriere, che spiega "significa rafforzare il principio costituzionale del giudice terzo e imparziale". La premier insiste inoltre sulla necessità di un ampio coinvolgimento parlamentare, chiarendo che la selezione dei membri laici del Csm dovrà avvenire "insieme all'opposizione", mantenendo la soglia dei tre quinti per evitare decisioni unilaterali della maggioranza.

Non manca un passaggio più politico: "È mia intenzione completare il mandato. Quindi se tu oggi voti No solo per mandare a casa la Meloni, potrebbe esserci il rischio che ti tieni sia la Meloni sia una giustizia che non funziona". Sul piano internazionale, la presidente del Consiglio ribadisce una linea prudente: "L'Italia non partecipa a questo attacco nei confronti dell'Iran e non intende partecipare. Il nostro lavoro è favorire una de-escalation, evidenziando al contempo una più ampia crisi del diritto internazionale".

Dal canto suo, Fedez difende la scelta editoriale del podcast, respingendo le accuse di squilibrio politico. "Abbiamo sempre offerto spazio a tutti", afferma, ricordando che la segretaria del Pd Elly Schlein "ha declinato l'offerta in data 17 marzo, mentre nessuna risposta è arrivata dal leader 5 Stelle" Giuseppe Conte. Proprio sul tema del referendum - viene rimarcato - il podcast ha ospitato esponenti di entrambi gli schieramenti, quello del Sì e quello del No, facendo sedere al tavolo l'ex magistrato Gherardo Colombo, il magistrato Nicola Gratteri, Antonio Di Pietro, Carlo Calenda e Nicola Fratoianni.

La presenza di Giorgia Meloni appare dunque come l'evoluzione naturale di un format che punta a ospitare tutte le posizioni, adattando la politica ai linguaggi contemporanei. Sul fronte opposto, con l'approssimarsi del traguardo referendario, si moltiplicano anche le schermaglie sulle presenze televisive dell'una e dell'altra parte.

Questa volta ci pensano i parlamentari del Pd in Vigilanza Rai a protestare per un'intervista della premier nella trasmissione Quarta Repubblica di Nicola Porro, parlando di violazione della par condicio, di "TeleTrump" o "TeleOrban" e chiedendo l'intervento dell'Agcom. Un segnale di come il confronto politico stia salendo di tono insieme alla percezione che si entra nella fase decisiva del duello per la riforma della giustizia.

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