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Promemoria ai Cinque Stelle: tutte le frasi dello scandalo

Accusano i giornali di "mistificazioni" ma tacciono sulle parole contro il pm-eroe

Promemoria ai Cinque Stelle: tutte le frasi dello scandalo
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L'inchiesta de Il Giornale sul legame tra il loro senatore Roberto Scarpinato e l'ex pm Gioacchino Natoli sta generando un certo nervosismo nel mondo pentastellato e gli attacchi nei nostri confronti continuano. L'ultimo è quello della senatrice M5S Dolores Bevilacqua che accusa il direttore Tommaso Cerno che secondo loro "sta continuando la sua opera di mistificazione e di imbroglio ai danni della verità nel tentativo di cecchinare Roberto Scarpinato, che continua a vivere come una spina nel fianco".

Ma è difficile comprendere come si possa trattare di fango o di mistificazioni se, come dimostra la richiesta di archiviazione della Procura di Caltanissetta, Natoli e Scarpinato si siano sentiti a più riprese prima dell'audizione di Natoli in Commissione antimafia, concordando gli argomenti da trattare. Ed è lo stesso Natoli che, in un'altra circostanza (non alla presenza di Scarpinato, cosa che abbiamo sempre precisato), si esprime così con i familiari su un collega ucciso dalla mafia solo perché la stava combattendo senza alcun compromesso: "O Paolo Borsellino, buonanima, era pure lui un grande coglione come me che aveva il grande maestro della massoneria col muro confinante e non se n''ra mai accorto oppure Palermo è questa! picchì proprio, ci pinzava stamatina (perché proprio ci pensavo stamattina, ndr), dissi: è splendido! se io muoio i miei figli potranno andare a fare le conferenze nell'Anm alla pari di Manfredi Borsellino con capacità argomentative ben superiori a quelle di Manfredi! È chiaro? picchì iddu ppì ora che ave? u vantaggio che so patre murìu e iu ristavu vivu?! (perché lui ha il vantaggio che suo padre è morto e io sono rimasto vivo, ndr)". Frasi che non hanno destato il minimo stupore nei 5 Stelle, che non hanno espresso nemmeno una dichiarazione di disgusto, disappunto, presa di distanza. Così come non hanno ritenuto inopportuno il comportamento del loro senatore che diceva di voler "seppellire la Colosimo (la presidentessa della commissione ndr) sotto una montagna di documenti, cioè ecco qua! tutto quanto". In un'altra conversazione, si evince come entrino nel dettaglio i temi che Natoli avrebbe dovuto sviluppare con l'ausilio del senatore che avrebbe dovuto "alzargli la palla" per consentirgli di introdurre determinate circostanze che entrambi erano interessati a fare emergere. Scarpinato: "Senti tu non ti devi dimenticare assolutamente di parlare della riunione che ci fu alla Procura di Palermo il 14 luglio, quella del '92 (quella in cui avrebbero detto a Borsellino della richiesta di archiviazione su uno dei filoni di mafia appalti ndr)". E Natoli: "Questo lo introduco io? Accussì (così ndr)? Ex abrupto?". E Scarpinato: "Io ti faccio una domanda. Quali erano i suoi rapporti con Borsellino?".

Poi gli suggerisce anche la risposta: "Tu mi devi dire che ci fu un'esposizione anche del fatto che c'era stata la richiesta di archiviazione, con tutti i contenuti, eccetera eccetera...". Un modus operandi singolare se la versione storica è la medesima. I 5 Stelle continuano ad attaccare ma non contestano fatti incontrovertibili.

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