Recovery Fund, la Casellati sferza Conte: "Non deciderà solo lui"

Il presidente del Senato lancia un avvertimento al premier: "Il Parlamento è l'unico interlocutore del governo, ma bisogna fare in fretta"

Recovery Fund, la Casellati sferza Conte: "Non deciderà solo lui"

Il presidente del Consiglio non dovrà fare di testa sua e dovrà assolutamente coinvolgere le Camere: questo il chiarissimo avvertimento lanciato da Maria Elisabetta Alberti Casellati, che ha ribadito a Giuseppe Conte come l'ultima parola non sarà la sua. L'avvocato pochi giorni fa è tornato in Italia dopo giorni di difficoltosi negoziati al Consiglio Ue straordinario, al termine del quale è stato partorito un accordo da 750 miliardi di euro. Un risultato che dal governo viene giudicato importantissimo, ma è evidente che a breve si giocherà la partita cruciale per il nostro Paese: la gestione degli aiuti che arriveranno dall'Europa.

L'esecutivo giallorosso dovrà essere in grado di presentare un programma di riforme concreto e che porti sviluppo, occupazione e crescita del Pil. Lo stesso Conte aveva annunciato l'intenzione di affidarsi a una task force di esperti per redigere il piano nazionale di ripresa e di resilienza. Tuttavia l'ipotesi di istituire l'ennesimo team di esperti non gode del gradimento del presidente del Senato: sicuramento svolgono un'importante funzione di consulenza, "ma è il Parlamento il primo, unico e insostituibile interlocutore del governo" e che "deve essere il protagonista di ogni tappa del processo decisionale nel piano delle riforme" nel corso del dialogo costruttivo con le opposizioni. Ecco perché spetta solamente alla politica "la responsabilità di ricostruire il Paese".

"Il Parlamento è invisibile"

Nelle scorse ore Forza Italia ha presentato alla Camera una proposta di legge per istituire una Commissione parlamentare per le riforme connesse all'utilizzo di strumenti finanziari, programmi e fondi europei a seguito della crisi Coronavirus: l'intento è quello di contribuire alla definizione del piano nazionale per la ripresa. La Casellati, nell'intervista rilasciata a Il Messaggero, ha sottolineato che l'unica priorità è rappresentata dal fatto che il Parlamento deve essere decisivo nella destinazione delle risorse: "Il tempo è un fattore decisivo per la sopravvivenza delle attività produttive e delle troppe famiglie senza reddito. Bisogna fare presto".

Ha fatto molto discutere la volontà del governo di prolungare lo stato di emergenza. Conte riferirà in aula alla Camera mercoledì 29, alle ore 9.30, sulla situazione epidemiologica del Covid-19 e sull'eventualità di prorogare lo stato d'emergenza che scade a fine mese; le comunicazioni saranno seguite da un voto. "Finalmente l’esecutivo ascolterà il parere del Parlamento sulla proroga dello stato di emergenza, dichiarato invece in piena solitudine il 30 e 31 gennaio scorso", ha commentato il presidente del Senato.

La Casellati però si chiede come si concili la proroga con una situazione epidemiologica sotto controllo, con ospedali ormai quasi liberi dal Coronavirus: "Non vorrei che questo sfruttasse la paura dei cittadini per allontanare il ritorno alla normalità". Lei più volte ha parlato dei parlamentari come "gli invisibili della Costituzione" e criticato l'esecutivo per il ricorso massiccio ai Dpcm nella gestione dell'emergenza: "Purtroppo sì. Il Parlamento è diventato invisibile perché è stato svuotato della funzione legislativa attribuita dalla Costituzione. Dall’inizio di questa legislatura il governo procede a suon di decreti legge, il più delle volte approvati con voti di fiducia e sempre più frequentemente esaminati solo da una Camera".