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Schlein tifa Teheran. "Attacco pericoloso". E Prodi festeggia la fine del Ramadan

La segretaria Pd: "Danni irreparabili se il governo resta schiacciato sugli Usa". Il campo largo nostalgico degli ayatollah corre con Zuppi dagli islamici a Bologna

Schlein tifa Teheran. "Attacco pericoloso". E Prodi festeggia la fine del Ramadan
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La sinistra italiana tra coccole alla rivoluzione islamica e silenzi tattici. Elly Schlein, in ritardo di un giorno, dice la sua. L'"azione unilaterale" contro l'Iran e Khamenei è "pericolosa", afferma. Poi la critica a Giorgia Meloni: è "amica" di Trump ma non è stata avvisata dell'offensiva. Come tutti gli altri attori internazionali, peraltro. "Se il governo resta schiacciato sugli Usa - chiosa - i danni saranno irreparabili". Poco di cui stupirsi.

La fotografia di famiglia del Pd targato Elly è quella dell'Iftar street a Bologna di due giorni fa. "Ramadan mubarak", esordisce sul palco il sindaco Matteo Lepore al fianco di Yassine Lafram, ex leader Ucoii. C'è anche Romano Prodi, per cui quello che sta vivendo l'Iran "è una tragedia". "Il mondo dev'essere governato con leggi internazionali, non con bombardamenti", osserva Lafram. Presentissimo il segretario della Cei Matteo Maria Zuppi, che è un assiduo frequentatore delle ricorrenze islamiche. Nel Pd c'è anche chi è più diretto, come il consigliere comunale genovese, e musulmano, Mohamed Kaabour che attacca via social sia Usa sia Israele. "Compassione" prodiana e toni di condanna contro Donald Trump e Benjamin Netanyahu: il "campo largo" cerca equilibrio tra artefici retorici. Carlo Calenda di Azione e Riccardo Magi di +Europa si distinguono, iscrivendosi di diritto ai liberali per gli Ayatollah. "Non credo che questi attacchi randomici di Trump avranno l'effetto sperato", scriveva Calenda, via X, poco prima della morte di Khamenei. Una prova di profetismo. Magi, invece, invoca lo stato di diritto. In quest'area si distingue il leader Iv Matteo Renzi, che festeggia senza distinguo alcuno la fine del regno di Khamenei. La simpatia di certa sinistra per i pasdaran, poi, non è un mistero. Angelo Bonelli e Avs sfoderano un sempreverde della cultura arcobaleno: "La democrazia non si esporta con le bombe". Il coro era partito in mattinata con l'editoriale di Marco Travaglio via Fatto Quotidiano: "Attacco criminale e illegale di Usa e Israele all'Iran". Intanto gli iraniani in Italia scendono in piazza da Milano a Roma a Firenze per la libertà del loro popolo con centinaia di persone che hanno manifestato ieri per festeggiare la morte di Khamenei. In particolare la manifestazione di Roma è stata organizzata da Voi "Voice of Iran" con l'adesione dell'Associazione Italia/Iran presieduta a livello nazionale da Mario Filippo Brambilla di Carpiano e a Roma da Francesco Di Bartolomei. Tra i promotori l'attivista iraniana Media Ataei e in piazza erano presenti anche Riccardo Pacifici della Comunità ebraica e Francesca Pascale.

Il coro intonato con maggiore frequenza dai manifestanti è stato "Viva l'Iran, viva lo scià" e, durante la manifestazione, è stato srotolato uno striscione con il volto di Reza Pahlavi e la scritta "alternativa per l'Iran". Non sono mancati gli applausi per Giorgia Meloni così come le bandiere di Israele e i ringraziamenti a Donald Trump. Per i prossimi giorni sono previste nuove manifestazioni tra cui una a Roma organizzata dall'Unione delle comunità ebraiche italiane.

Le piazze degli iraniani hanno reso evidenti tutte le contraddizioni dei progressisti: da un lato c'è la sinistra italiana che si schiera con gli ayatollah, difendendo una teocrazia, o resta in silenzio. Dall'altro, gli iraniani nelle piazze, costretti a fuggire dalla loro patria, che festeggiano e ringraziano gli Usa e Israele.

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