Conte adesso fa mea culpa: ecco il suo piano di Natale

Il premier ora sposa la linea dura: "Niente vacanze sulla neve. Per le Feste misure ad hoc, non ripeteremo gli errori di Ferragosto"

Da una parte la voglia di ripartire, dall'altra il timore di ripetere gli stessi errori commessi in occasione dell'estate. Giuseppe Conte, stretto tra due fuochi, tra il fronte degli "aperturisti" e quello dei "rigoristi", ha spiegato che il governo sta lavorando per preparare misure anti coronavirus specifiche per il Natale.

Di certo, ha fatto sapere il premier, ospite alla trasmissione Otto e mezzo, su La7, l'imperativo è non ripetere il pasticcio di Ferragosto, quando alcune aperture azzardate provocarono la risaluta dei contagi. Per evitare una nuova impennata dei casi Conte ha spiegato che non sarà possibile consentire vacanze sulla neve. "Non possiamo permettercelo", ha dichiarato lapidario.

Scuole e spostamenti

Anche perché sbagliare adesso potrebbe essere fatale, visto che, di questo passo, entro la fine del mese non ci saranno più zone rosse. E qui entra in gioco anche l'altro grande tema, ovvero quello degli spostamenti tra regioni. Sarà possibile muoversi tra una regione e l'altra per le feste natalizie? "Ci stiamo lavorando", ha ripetuto il premier, evocando tuttavia misure ad hoc per il Natale.

Detto altrimenti, non sarà possibile consentire "tutte le occasioni di socialità tipiche del periodo natalizio". Uno spiraglio, invece, per quanto riguarda le scuole. Conte ha spiazzato la platea affermando che sì, l'esecutivo sta cercando di riaprire gli istituti scolastici prima di Natale.

Semaforo rosso per le vacanze sulla neve

Sul fronte vacanze, il premier ha ribadito il semaforo rosso: "Non possiamo concederci vacanze indiscriminate sulla neve. Anche per gli impianti da sci, il problema del protocollo è un conto ma tutto ciò che ruota attorno alle vacanze sulla nave è incontrollabile e con Merkel e Macron in Europa stiamo lavorando ad un protocollo comune europeo. Non è possibile consentire vacanze sulla neve, non possiamo permettercelo".

In giornata Francesco Boccia aveva anticipato la linea dell'esecutivo: "Nelle prossime settimane dobbiamo lavorare per far andare il contagio sempre più giù, ma non è sufficiente: devono andare giù i ricoveri in area medica e in terapia intensiva e devono andare giù i decessi. Discutere di cenoni e feste con 6/700 morti al giorno è fuori luogo", ha dichiarato il ministro per gli Affari regionali a La vita in diretta su Rai 1.

Difficile prevedere cosa accadrà dopo il 3 dicembre. "Valuteremo nel prossimo Dpcm se ci sono condizioni per fare cosa, come e quando", ha affermato Boccia. "Per Natale - ha quindi sottolineato - "sono assolutamente contrario a spostamenti come quelli estivi. Non ci sono le condizioni. Il sisteme delle zone ha funzionato. Ora dobbiamo continuare così. Prima del Pil dobbiamo difendere salute e vita, poi arriverà anche il Pil".

Vaccino e Recovery Fund

Per quanto riguarda il vaccino, Conte ha dichiarato che al momento "non c'è un orientamento per l'obbligo del vaccino" anche se l'esecutivo lo raccomanda. "L'obbligo è scelta forte - ha affermato il premier - Io lo farò senz'altro perchè quando sarà ammesso sarà sicuro e testato. Sarà disponibile prima per le categorie vulnerabili ed esposte. Penso che il vaccino ci sarà da fine gennaio".

Sul Recovery Fund l'Italia, a detta del premier, non sarebbe in ritardo: "Presentiamo già a febbraio il piano nazionale italiano per il Recovery fund, siamo poco in ritardo rispetto ai tempi iniziali ma c'è un'interlocuzione settimanale con la commissione europea. Abbiamo messo a punto un meccanismo e una struttura normativa e operativa".

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