Se il ministro Toninelli arriva in Sicilia per l'ennesima passerella

Non è piaciuta l’ennesima visita del ministro nell’isola. Toninelli: "Sono qui per aiutare questo governo in difficoltà". L'assessore delle Infrastrutture Falcone replica: "Il ministro la smetta di dare i numeri"

Se il ministro Toninelli arriva in Sicilia per l'ennesima passerella

Quattro visite istituzionali in pochi mesi, quattro stoccate al governo regionale. Il sospetto tra i corridoi di palazzo d'Orleans a Palermo è che le visite del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli in Sicilia siano più un modo di fare campagna elettorale che la volontà stessa di migliorare la viabilità nell'isola. Toninelli è tornato nuovamente in Sicilia, per visitare altri cantieri da tempo fermi. Oggi era sull'autostrada Palermo-Trapani all'altezza della galleria di Segesta, chiusa da anni per lavori.

"Io non voglio assolutamente polemizzare, perché mi è stata addebitata la responsabilità di polemizzare, con l'assessore Falcone o con il Presidente Musumeci. Io sono qui per la quarta volta in dieci mesi e ci voglio tornare per tenere alta l'attenzione del governo centrale sulla viabilità siciliana", ha detto. La visita però non è piaciuta agli esponenti del governo regionale. Ieri l'assessore alle Infrastrutture della Sicilia Marco Falcone aveva detto: "Il ministro Toninelli dà i numeri sulla Sicilia. Dispiace soprattutto constatare come i numeri dati dal ministro sul Fondo di sviluppo e coesione disponibili alla Regione siano del tutto campati in aria. Il solerte suggeritore di Toninelli avrebbe dovuto riferire che in un solo anno il governo Musumeci ha impegnato e speso sull'Fsc oltre 400 milioni di euro per interventi su strade, contro il dissesto, per la riqualificazione dei centri abitati, per la portualità minore e per l'ammodernamento di mezzi di trasporto pubblico locale. Invitiamo il ministro a essere più concreto, visto che dalle sue frequenti presenze in Sicilia il territorio non ha finora ricavato alcun vantaggio".

Adesso Toninelli ha voluto chiarire la sua posizione, dopo alcune dichiarazioni che hanno fatto storcere il naso al governatore Nello Musumeci. "Vogliamo solo aiutare un governo regionale che mi pare evidentemente in difficoltà - dice ancora Toninelli -. Lo dico come dato oggettivo senza polemica. Falcone invece di polemizzare con un ministro che lo vuole aiutare - dice Toninelli - ci aiuti ad impegnare tanto soldi. Qui c'è un approccio positivo, io credo che convenga anche a lui. Abbiamo fatto con Anas un punto sulla Sicilia, ci sono tantissimi soldi in più per la manutenzione ordinaria e straordinaria dell'esistente, che non solo significa sicurezza e normalità negli spostamenti, ma soprattutto significa tanti cantieri veloci, ma che rappresenta tanti cantieri che fanno lavorare tante imprese locali".

Appena un mese fa Musumeci aveva sbottato con il ministro. A stretto giro di posta oggi è arrivata la replica dell'esponente del Governo regionale. "Proprio oggi, per fare un esempio, abbiamo inoltrato l'ultima sollecitazione all'Anas, ovvero di sbloccare la statale 117 Nord-Sud a partire dal cosiddetto lotto B5, la cui gara è bloccata addirittura dal 2014 - prosegue Falcone -. Oggi la Sicilia, e nello specifico il territorio dell'Ennese, si pongono una domanda: se tutto ciò possa essere ammissibile o giustificabile in un Paese moderno e civile. Purtroppo invece, a distanza di cinque anni, ancora nulla si muove. Ecco perché - rilancia Falcone - dico al ministro Toninelli, nel caso l'Anas non risolva nei prossimi 15 giorni la paradossale vicenda, di procedere al commissariamento della Sstatale Nord-Sud, come previsto dall'ultimo decreto Sblocca cantieri, per poter così realizzare un'opera che è finanziata per quasi l'80 per cento con fondi regionali".

Un picca e ripicca che non è piaciuto neanche al centrodestra, Saverio Romano ha polemizzato sostenendo che "le costanti passerelle in Sicilia del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli non significano nulla sul fronte degli investimenti in infrastrutture: sono solo visite elettorali. Spicca l'assenza di un serio programma di infrastrutture nel Mezzogiorno".

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