"Via tutti i migranti in 24 ore". Scontro tra Sicilia e Viminale

Scontro durissimo tra il governatore Musumeci e il governo. Firmata l'ordinanza per chiudere gli hotspot sull'isola

"Via tutti i migranti in 24 ore". Scontro tra Sicilia e Viminale

Il pugno di ferro di Musumeci si può sentire. Il governatore della Sicilia passa alle maniere forti per porre un freno all'invasione di migranti sulle nostre coste. L'isola, sempre più stremata dai continui arrivi, dai relativi trasferimenti da Lampedusa e dall'incessante rischio contagio con i migranti positivi a bordo delle navi quarantena, adesso prova a chiudere la partita una volta e per tutte. E così Musumeci tira dritto e con un'ordinanza ha predisposto la chiusura degli hotspot di tutta la Regione e ha chiesto al Viminale (sfidando apertamente il governo) il trasferimento di tutti gli immigrati in altre strutture del territorio nazionale entro la mezzanotte di domani. Le parole di Musumeci sono state fin troppo chiare: "Entro le 24 del 24 agosto, tutti i migranti presenti negli hotspot e in ogni centro i accoglienza devono essere improrogabilmente trasferiti e/o ricollocati in altre strutture fuori dal territorio della Regione Siciliana, non essendo allo stato possibile garantire la permanenza nell'Isola nel rispetto delle misure sanitarie di prevenzione del contagio".

L'ordinanza del governatore siciliano arriva dopo settimane di continui assalti alle coste siciliane. L'ultimo proprio questa mattina quando un barchino ha toccato la costa lampedusana davanti agli occhi stupiti dei turisti in barca. Lampedusa in pochi giorni è diventato il porto aperto d'Europa. Qui arrivano tutti i migranti che partono dal nord Africa, con l'Europa e soprattutto il governo centrale che fanno finta di nulla e predicano calma. Una calma che i siciliani (terra accogliente da secoli) hanno perso. Basti pensare al barcone incendiato a Favara qualche giorno fa. Il monumento dell'accoglienza è finito in fiamme. Un gesto violento (da condannare) che però rende perfettamente l'idea dell'esasperazione di un'intera isola. Di fatto nessuna provincia siciliana è immune dall'emergenza immigrazione. I migranti arrivano a Lampedusa, poi vengono trasferiti in diversi centri della Sicilia, da Augusta a Pozzallo fino a Caltanissetta. Ora il governatore ha deciso di fermare una volta e per tutte il fronte scoperto del sud dell'isola. Mentre il governo sa solo predisporre navi quarantena da far girare nei porti siciliani con sindaci giallorossi che negano lo sbarco, a Palermo si passa ai fatti. Non è la prima volta che Musumeci apre lo scontro diretto con Roma. Solo qualche settimana fa con una ordinanza altrettanto dura ha vietato la costruzione della tendopoli di Vizzini che il Viminale aveva destinato ai migranti. Adesso tra l'isola e il governo è braccio di ferro duro. E gli esiti di questa "guerra" sono del tutto imprevedibili. Sulla decisione di Musumeci è intervenuto il leader della Lega, Matteo Salvini: "Sicilia, Calabria e Puglia non sono i campi profughi dell’Europa".

Anche il presidente dell'Assemblea siciliana, Gianfranco Miccichè è intervenuto: "In una situazione di normalità una decisione di questo genere l’avrei contestata, ma comprendo il presidente Musumeci, mi sembra che il Governo nazionale stia scherzando col fuoco, ha abbandonato totalmente la Sicilia". Anche Fratelli d'Italia con Varchi sta dalla parte del governatore: "Da mesi denunciamo il totale isolamento in cui versa la Sicilia, abbandonata da Roma e dall'Europa a gestire il fenomeno dei flussi incontrollati. Mentre il Governo nazionale paga il pizzo alla Tunisia - peraltro senza sortire alcun effetto visti gli sbarchi continui - il Governo della Regione Siciliana si adopera per quanto in suo potere al fine di garantire la sicurezza sanitaria e di ordine pubblico nell'isola". Infine all'ordinanza di Musumeci, come riporta Repubblica, ha risposto il Viminale: "L'ordinanza - precisano le fonti del ministero guidato da Luciana Lamorgese - non ha alcun valore. La posizione del Governo è che la materia è di competenza statale". A stretto giro è arrivata la risposta del governatore Musumeci: "Tutti conoscono il mio rispetto per le istituzioni. Ma pretendo lo stesso rispetto per la mia gente. Da Roma non abbiamo avuto altro che silenzi: sullo “stato di emergenza” richiesto per Lampedusa due mesi fa, sui protocolli sanitari da applicare, sulle tendopoli da scongiurare, sui rimpatri che dovevano iniziare il 10 agosto e di cui non si parla più, sul ponte aereo per i negativi. Nulla. Solo silenzio. Il governo centrale è arrivato impreparato e non si è posto alcun problema sulla gestione di un numero enorme di sbarchi durante la pandemia. E adesso il problema è diventato la mia ordinanza? Il ministro dice che è nulla? Quindi la responsabilità è loro. Bene, sono usciti allo scoperto! Ma io, a differenza di quelli che parlano e straparlano da casa, sono entrato nell’hotspot di Lampedusa. E so bene che quelle strutture non sono adeguate sotto il profilo sanitario. Sono un rischio costante per i migranti e per chi ci lavora. Piuttosto che prendersela con me o con i siciliani, provino a fare sentire la loro voce in Europa e si diano un piano serio per tutelare gli italiani. Facciano qualcosa... o meglio facciano quello che non hanno ancora fatto! Noi andremo avanti". Il braccio di ferro continua.

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