Galeazzo Bignami, bolognese, classe 1975, è capogruppo alla Camera di Fratellli d'Italia e uno dei volti più noti e riconoscibili della destra italiana.
Onorevole, il referendum del 22 e 23 marzo rappresenta il prossimo appuntamento in cui gli italiani saranno chiamati a esprimersi. Quali sono i punti qualificanti di questa riforma?
"Potrei citarne molti. Mi limito a tre: con la separazione delle carriere, ci sarà un giudice davvero terzo rispetto ad accusa e difesa. Con l'Alta Corte disciplinare, i giudici che sbagliano dovranno rispondere dei propri errori. Con il sorteggio, la magistratura sarà liberata dai giochi di potere alimentati dalle correnti. Chi non vuole la riforma, vuole difendere il proprio potere corporativo ai danni degli italiani".
Nella sua conferenza di fine anno il presidente Giorgia Meloni ha detto che riformare la giustizia e quindi dire Sì alla riforma significa anche rafforzare la sicurezza. In che senso la riforma della giustizia renderà più sicure le città?
"Una certa magistratura scarcera i criminali che le nostre forze dell'ordine arrestano perché intrisa da una cultura permissivista e buonista che sfocia nell'impunità. Interpretano la legge in maniera ideologica sapendo che certe correnti condividono questa deriva. Con la riforma i giudici che sbagliano pagheranno e non ci saranno le correnti ideologizzate a proteggerli".
Negli ultimi anni, lo scenario geopolitico è stato estremamente complesso. In questo contesto, l'Italia ha mantenuto una posizione chiara, coerente e riconoscibile. Questa linea ha rafforzato la credibilità internazionale del nostro Paese?
"Giorgia Meloni ha una linea chiara: tenere uniti Usa e Europa per difendere l'Occidente. E difendere l'Occidente significa difendere l'interesse nazionale senza mai essere succube di nessuno, come invece accadeva prima. Pensiamo al green deal voluto dagli estremisti alla Timmermans che ha distrutto l'industria dell'automotive. Un errore drammatico a cui stiamo rimediando".
Diverse voci libere, a partire dal Giornale, hanno denunciato i rapporti preoccupanti tra la realtà guidata da Hannoun e ambienti riconducibili ad Hamas e alla cosiddetta resistenza islamica. Alcuni esponenti di quell'area sono stati più volte ospitati in Parlamento su invito del Movimento 5 Stelle e dell'estrema sinistra. Cosa ne pensa?
"Alla base di questi rapporti non c'è solo superficialità. C'è anche un disegno culturale e politico. Sperano che anche grazie allo Ius soli maranza, migranti, seconde generazioni facciano quello che gli italiani non sono più disposti a fare da tempo, cioè votare sinistra. Ma non si rendono conto che giocano col fuoco".
Dai pro Pal ai Pro Mad, ma perché secondo lei la sinistra sta sempre dalla parte sbagliata?
"Perché si vergognano di essere italiani, europei ed occidentali. Quindi si schierano sempre con chi contesta l'Occidente: che sia Hamas, Maduro e o gli Ayatollah. Anche per questo dicono sempre che Meloni deve scegliere se stare con USA o Europa. Per dividere l'Occidente. Invece Meloni lavora per unire rendendolo più forte".
Dopo il grave episodio di La Spezia, il tema della sicurezza è tornato prepotentemente al centro del dibattito. Il governo si appresta a intervenire con un nuovo pacchetto di misure che segue il recente decreto sicurezza.
"La sinistra non ha alcuna credibilità sul tema sicurezza. Se un criminale forza un posto di blocco e i carabinieri lo inseguono, le sinistre attaccano i carabinieri. Se una persona si difende a casa sua e colpisce il ladro, difendono il ladro. Se una tizia occupa casa abusivamente, la eleggono al Parlamento europeo. E potrei proseguire a lungo con gli esempi. E gli italiani lo sanno".
Il Tar ha bocciato la Zona 30 mentre Bologna appare sempre più segnata da una presenza ingombrante
di estremisti. Perché la sua città è diventata così?"Non poteva andare diversamente. A Bologna c'è l'ideologia al potere, sganciata dalla realtà. E chi governa senza buon senso e concretezza non può che fallire".