E sullo scenario politico si abbatte l'ennesimo scandalo sugli spioni di Stato. Con una maxi indagine sul dossieraggio che parte dagli hacker di Milano e corre su due filoni: la Squadra Fiore, "gruppo criminoso" con base logistica a Roma che commercializzava illecitamente informazioni riservate, esflitrate dalle banche dati al fine di creare dossier (anche falsi) e il gruppo di potere ai vertici dei servizi per spiare il governo e intascare fondi da Palazzo Chigi attraverso la sovrafatturazione. Non solo: gli hacker di Equalize ora dovranno rispondere anche di intrusione abusiva, dossieraggio, estorsione e truffa ai danni di Leonardo Maria Del Vecchio jr. L'operazione coordinata dalla Procure di Roma con l'ausilio della Procura antimafia e la collaborazione dei magistrati milanesi, è scattata ieri: i carabinieri del Ros hanno eseguito il decreto di perquisizione a carico di 15 persone. Tra gli indagati nel filone che porta a Palazzo Chigi il nome più pesante è l'ex numero due di Aisi e Dis Giuseppe Del Deo, inquisito per peculato e accesso abusivo a sistema informatico.
Costretto lo scorso anno al pre-pensionamento dalla premier Giorgia Meloni e oggi presidente esecutivo di Cerved Group Spa (da cui si è "autosospeso con effetto immediato"), Del Deo è considerato a capo di un gruppo di collaboratori ribattezzati "i neri" a cui, tra il 2018 e l'agosto 2024 mentre era ai Servizi, "dava disposizioni per attività clandestine di tipo para investigativo" e "utilizzava, per fini non istituzionali, gli schedari informativi del Sistema di informazione per la sicurezza nazionale", si legge nel capo d'accusa sul dossieraggio, per il quale è in corso la caccia alla "cricca di Del Deo". L'ex vice del Dis che fa capo a Palazzo Chigi deve rispondere di peculato perché avrebbe pilotato oltre otto milioni con un contratto di fornitura di fatto mai onorato verso la Sind di Carmine Saladino, società specializzata nei software di riconoscimento facciale e gestita da Enrico Fincati e Nicola Franzoso, tutti indagati in concorso. "Tra Fincati, Franzoso e Del Deo sono emersi forti intrecci economici a partire dal 2012 che delineano un parallelismo tra la carriera imprenditoriale dei primi due e il percorso professionale del funzionario", si legge negli atti che ricostruiscono la storia del gruppo d'affari e il rapporto tra i tre, che avrebbe radici in una società che la madre dello 007 aveva con i due, fino al presunto ruolo di "contitolare" di Del Deo nell'agriturismo della Sind.
In un colloquio intercettato nel gennaio del 2025 si fa riferimento ad un "ammanco di denaro di circa 7-8 milioni, che si sarebbe verificato nell'epoca in cui Del Deo era in Aisi e la cui sparizione sarebbe a lui riferibile", scrivono gli inquirenti. E ancora: nel corso di sommarie informazioni un teste, "dipendente della presidenza del Consiglio addetto ad un reparto di sicurezza", ha dichiarato come fosse notorio, in ambiente dei Servizi, che "Del Deo avesse una grande disponibilità di soldi ed ampio potere di disporre di risorse pubbliche" e di aver sentito i dipendenti dell'Agenzia "parlare di ammanchi di milioni".
L'ipotesi che girava negli uffici degli apparati è che Del Deo portasse "il denaro all'estero". In un audio del dicembre 2024 due persone parlano dei rapporti con Oltretevere e un testimone riferisce di essere a conoscenza che persone chiamate "i neri di Del Deo" avrebbero fatto "casini dal Vaticano". Infine una testimone racconta di aver visto probabilmente Carmine Gallo, l'ex superpoliziotto degli spioni di Equalize morto in circostanze misteriose mentre era ai domiciliari, andare a trovare Del Deo. L'altro nome di peso coinvolto nell'inchiesta della Squadra Fiore è Giuliano Tavaroli, ex responsabile della sicurezza di Pirelli-Telecom già coinvolto in passato nello scandalo Telecom-Sismi. Tavaroli e altri ex 007 si sarebbero "associati tra loro e con persone da identificare, allo scopo di commettere una pluralità di reati di accesso abusivo a sistemi informatici, captazione fraudolenta di comunicazioni informatiche e telematiche e interruzione di comunicazioni". Secondo le indagini, il gruppo chiamato in codice Squadra Fiore, aveva costituito il quartier generale nella Capitale, da dove avrebbe costruito su richiesta di imprenditori, dossier con informazioni riservate, sottratte attraverso le intrusioni illegali alle banche dati, nonché offerto servizi di bonifica ambientale e intercettazioni illecite.
Il gruppo di spioni non faceva mai nomi di clienti o vittime del dossieraggio e utilizzava nomi di copertura come "legno, naufrago o juventino". Del Deo si dice "certo di poter dimostrare la propria estraneità ai fatti nel più breve tempo possibile". Ma la caccia agli altri spioni di Stato prosegue.