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Stasi e la revisione, la procuratrice cauta. "Sarà complicata"

I tempi non brevi della decisione della Procura generale di Milano vanno a scontrarsi col fatto che intanto Stasi continua a scontare la sua pena

Stasi e la revisione, la procuratrice cauta. "Sarà complicata"
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Non sarà veloce, l'iter per la revisione della condanna di Alberto Stasi, anche se la Procura di Pavia si prepara a chiedere di processare un altro imputato - Andrea Sempio - per lo stesso delitto che l'ex bocconiano sta scontando in carcere. Lo ha confermato la Procura generale di Milano, dove ieri l'avvocato generale Lucilla Tontodonati ha spiegato che è sua intenzione chiedere alla Procura di Pavia nuova documentazione oltre alle carte già pervenute. Ai colleghi milanesi il procuratore Fabio Napoleone ha inviato sostanzialmente un solo atto, ritenendolo completo e significativo: il verbale di interrogatorio della settimana scorsa di Sempio. L'indagato non risponde mai alle domande, ma nel verbale gli vengono contestate una per una tutte le risultanze dell'inchiesta a suo carico. E per i pm pavesi le risultanze dimostrano che Sempio e innocente, e Stasi è colpevole. La sua condanna è stata un errore giudiziario.

I tempi non brevi della decisione della Procura generale di Milano vanno a scontrarsi col fatto che intanto Stasi continua a scontare la sua pena. Per questo i suoi difensori, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, stanno valutando anche se presentare - come la legge consente - una richiesta urgente di scarcerazione: ma devono fare i conti anche con lo stato emotivo del loro assistito. "Per quello che mi riguarda il quadro lo consente e io lo farei, l'unica cosa è che devo confrontarmi col mio assistito perché c'è un aspetto che io ribadisco è per noi importante, che è l'aspetto psicologico che forse si fa fatica a comprendere, ma che in Alberto Sassi è presente. È l'aspetto di una grande paura di quello che può capitare, perché, come sappiamo bene tutti, non basta avere ragione ma bisogna farsela dare la ragione".

Nei prossimi giorni la difesa di Stasi potrebbe chiedere di incontrare i vertici della procura generale, cioè il pg Francesca Nanni e la Tontodonati, per mettere anch'essa a disposizione materiale che i due magistrati potrebbero ritenere utile per valutare la pratica.

Se anche la Procura generale si convincerà dell'ingiustizia della condanna di Stasi, le due istanze di revisione - Procura e difesa Stasi - potrebbero arrivare parallelamente sul tavolo dei magistrati chiamati a decidere: ovvero la Corte d'Appello di Brescia. Ma difficilmente, in ogni caso, questo potrà accadere prima del'estate.

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