Al referendum sulla giustizia bisogna arrivare informati o indottrinati? Scoppia la polemica tra i due fronti, con quello del Sì alla separazione delle carriere che accusa quello del No di fare una campagna piena zeppa di fake news. L'Anm, in particolare, ha ideato dei poster slogan per le stazioni in cui avvisa i cittadini: "Vorresti giudici che dipendono dalla politica?" Il Comitato Giusto dire No insiste con un altro slogan: "Con la legge Nordio i politici vogliono controllare le decisioni dei magistrati". È una falsità per il fronte del Sì, che ribadisce: nelle nuove norme autonomia e indipendenza della magistratura sono espressamente garantite, nel pieno rispetto della Costituzione e dell'equilibrio tra poteri dello Stato. Il senatore di FdI Salvo Sallemi chiede con un'interrogazione parlamentare l'intervento dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. "Quella dell'Anm è una fake news che cerca di suggestionare l'elettorato e questo è molto pericoloso. In una campagna referendaria è fondamentale che i cittadini ricevano informazioni complete e non distorte. Per questo ho ritenuto necessario richiamare l'attenzione dell'Agcom, affinché vigilasse sul rispetto dell'equilibrio informativo. Alcune uscite comunicative hanno falsità che distorcono la realtà dei fatti".
Ma perché gli avversari della separazione delle carriere, piuttosto che contestare i contenuti della riforma, si concentrano sui rischi futuri, sostenendo che questo sarebbe il primo passo verso un controllo politico delle toghe? Per Sallemi, l'Anm ha firmato "una rappresentazione falsa e strumentale, facendo un clamoroso autogol comunicativo, perché in nessuna disposizione della riforma è prevista la subordinazione del pm all'esecutivo". Insomma, ripetono dal centrodestra e oltre i sostenitori della riforma, la separazione delle carriere non indebolisce l'autonomia della magistratura, ma la rafforza, rendendo più chiaro ed equilibrato il sistema dei poteri.
Dunque, tutta una menzogna? "La riforma - insiste il senatore di FdI- non attribuisce alcun potere di indirizzo politico ai governi sui magistrati, né sul pm né sul giudice. Al contrario, rende più trasparente il sistema e rafforza le garanzie per i cittadini".