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"Questo referendum un'occasione storica. Spiego ai ventenni perché votare Sì"

Il responsabile Formazione di Fi Giovani Tommaso Pietroni: "La magistratura ostaggio delle correnti Meloni fa bene ad andare da Fedez, questi canali hanno pesato sul voto Usa"

"Questo referendum un'occasione storica. Spiego ai ventenni perché votare Sì"
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Tommaso Pietroni, 23 anni, studente di Giurisprudenza e responsabile Formazione dei Giovani di Forza Italia Milano. Nel mondo della scuola i collettivi di sinistra hanno sempre avuto più peso, sta cambiando qualcosa?

"L'università è ancora un luogo ostico per il centrodestra come sappiamo, siamo più forti in Cattolica, dove abbiamo molti ragazzi eletti con Spl, qualcuno in Statale. Nell'ultimo anno però c'è stato un cambio di passo interessante nei licei, abbiamo registrato numerosi ingressi nel movimento, abbiamo rappresentanti d'istituto. I delusi dalla sinistra si stanno spostando in particolare verso Fi".

Come avete promosso tra i giovani il Sì al Referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo?

"Abbiamo usato i metodi tradizionali, come banchetti e volantinaggi nei mercati, porta a porta, davanti alle chiese, e la nostra campagna social ha raccolto numeri importanti, grazie anche a due gruppi di ragazzi che sono entrati in Fi ultimamente, Italia del Domani e Svolta liberale. Abbiamo organizzato Talk Giustizia e partecipato alle iniziative del partito adulto. Il giovanile ha fatto moltissimo. Si può fare ancora di più, manca l'ultimo sprint finale e speriamo di aver inciso anche in piccola parte sul risultato".

Il fronte del no sostiene che la riforma è una minaccia all'autonomia della magistratura, è a rischio la democrazia del Paese. Come spiega ai giovani che non è così?

"Un giovane in primis deve andare a votare sì perché non esistono motivi concreti per opporsi alla riforma. Si dica piuttosto che il no è un voto politico, comprenderei l'onestà intellettuale. Ma sentir dire che questo referendum è un attentato alla Costituzione, che Giorgia Meloni e il centrodestra vogliono colpire all'indipendenza della magistratura sono ovviamente dei falsi, l'unico strumento che la sinistra usa da anni per spingere gli elettori alle urne. É una riforma costituzionale voluta da uomini di sinistra quali Vassalli e Giacomo Matteotti, il primo grande teorico della separazione delle carriere. L'indipendenza della magistratura nei confronti della politica adesso non c'è, questa riforma vuole staccare la spina alle correnti che controllano pienamente il Consiglio Superiore della Magistratura, un organo di rango costituzionale nelle mani e appannaggio di un'associazione politica che prende decisioni sulla vita e la carriera dei magistrati esclusivamente sulla base di criteri politici. Quindi è esattamente il contrario di quello che dicono".

La creazione di un'Alta Corte Disciplinare per giudicare i magistrati accusati di errori ed eventualmente sanzionarli sarà più efficace?

"Sicuramente non lo è il sistema attuale, dei tre grandi poteri dello Stato, l'unico che a fronte di uno sbaglio nell'esercizio della funzione rimane totalmente impunito è la magistratura. La politica di fatto risponde all'elettore, anzi l'Italia è un Paese talmente democratico che l'opinione pubblica ha un enorme peso, mentre il magistrato che dovrebbe rispondere al Csm non lo fa mai. Basta citare i circa mille errori giudiziari in media all'anno e tre sanzioni disciplinari nel 2023. Non esiste alcun meccanismo di responsabilizzazione e questo, a mio avviso, è il grande punto del referendum. Si dice che non avrà alcun impatto sul cittadino e sul fruitore medio della giustizia, ma è esattamente il contrario. Un giudice che non ha un meccanismo di responsabilizzazione è un giudice che prende una decisione a cuor leggero sulla vita delle persone".

Ha fatto bene Giorgia Meloni ad accettare l'invito di Fedez a Pulp Podcast? Elly Schlein e Giuseppe Conte hanno rifiutato.

"Assolutamente sì, ho apprezzato quando ci è andato anche il nostro segretario Antonio Tajani. Abbiamo visto il peso che hanno avuto questi canali sulle elezioni americane. Sarà un'occasione incredibile per parlare all'elettorato giovane che si solito presta meno attenzione alla politica o la ascolta solo se parla la propria lingua e ai propri testimonial. Credo che avrà un impatto forte".

L'affluenza in generale sarà un nodo, pensa che i giovani parteciperanno?

"É un referendum difficile da spiegare a un

giovane, specie se non ha attitudine giuridica, ma ho enorme fiducia. Fino all'ultimo parteciperò a dibattiti, esorterò ad andare alle urne per cogliere l'occasione storica di riformare la giustizia. Poi, un po' di vacanza".

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