Nove condanne, a pene assai più lievi di quelle chieste dalla Procura della Repubblica, e quattro assoluzioni. A oltre quattro anni dall'incendio che il 30 agosto del 2021 in via Antonini devastò la Torre dei Moro, il grattacielo che da anni svettava nella skyline meridionale di Milano, il processo ai presunti responsabili si chiude con una sentenza - pronunciata ieri dalla Sesta sezione del tribunale - che individua i responsabili soprattutto nei produttori e nei venditori della ricopertura in materiale plastico che poggiava sulla facciata del palazzo.
Il materiale venduto come ignifugo si rivelò, alla prova dei fatti, drammaticamente combustibile e bastò un piccolo spunto iniziale - un mozzicone di sigaretta - per incendiare l'intero stabile. La Torre dei Moro bruciò a lungo e le immagini impressionanti fecero il giro del web. Solo l'orario diurno e la stagione feriale permisero che nessuno restasse intrappolato e l'unica vita andata persa fu quella di un povero gatto. Ma i danni materiali furono ingenti, sia allo stabile che ai beni degli inquilini che andarono in buona parte distrutti. E da allora i lavori di recupero sono ancora in corso, con gli abitanti che ancora non sanno quando potranno rientrare nelle loro case.
A venire incriminati per disastro colposo dall'allora procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e dal pm Marina Petruzzella erano stati non solo i produttori del rivestimento plastico, i manager della spagnola Alucoil, ma anche i costruttori, i venditori e i loro collaboratori. Nella sua requisitoria del gennaio scorso, Petruzzella aveva chiesto la condanna di tutti gli imputati a pene fino agli 8 anni di carcere, quasi il massimo: una severità motivata dalla "assoluta noncuranza della sicurezza" e dall'assenza di "rispetto della vita degli altri" in nome del "conseguimento del massimo lucro nel minor tempo possibile e con la minor spesa". A cui si aggiunge un "cinismo socialmente pericoloso".
La sentenza pronunciata dal giudice Amalia Managò ridimensiona sensibilmente il quadro delle responsabilità. La pena più dura, 3 anni di carcere, va a Teodoro Martinez Lopez, legale rappresentante di Alucoil, mentre 2 anni e mezzo vengono inflitti all'export manager della stessa azienda e a Giordano Cantori, il venditore in Italia del rivestimento. Due anni e mezzo anche a Ettore Zamporini, titolare dell'impresa che installò i pannelli.
Pene minori ai dirigenti della Polo srl, l'azienda che si occupava di commercializzare gli appartamenti della Torre. Le assoluzioni principali riguardano Alberto Moro, titolare dell'azienda costruttrice e i dipendenti della Zamporini finiti anche loro sotto processo.