Charlene senza l'anello: un "ricatto"? Forse no...

I giornali parlano di un presunto ricatto con cui il principe Alberto vorrebbe costringere la principessa Charlene a tornare a casa

Charlene senza l'anello: un "ricatto"? Forse no...

Prima di partire per la clinica Kusnacht Practice, in Svizzera, la principessa Charlene ha dovuto rinunciare a un oggetto di inestimabile valore, un caro ricordo che le verrà restituito al suo rientro nel Principato. I giornali parlano di un vero e proprio ricatto orchestrato dal principe Alberto per far tornare a casa la moglie, ma ci potrebbe essere una spiegazione diversa.

L’anello di fidanzamento

La principessa Charlene si trova a Zurigo, nella clinica Kusnacht Practice, dove sta trascorrendo il periodo di convalescenza dopo l’infezione otorinolaringoiatrica e gli interventi subiti in Sudafrica. Non ha potuto portare con sé il suo anello di fidanzamento, un diamante a pera da 3 carati montato su una fascia in oro bianco di incalcolabile valore. Fu Alberto di Monaco a commissionarlo, nel 2010, alla celebre gioielleria Repossi di Parigi. Secondo le indiscrezioni sarebbe stato proprio il principe a imporre alla moglie di lasciare l’anello a Palazzo, promettendo che le sarebbe stato restituito una volta tornata a casa. Un ricatto? Forse la soluzione è più semplice.

La principessa potrebbe aver deciso da sola di non portare con sé l’anello. Del resto lo indossa raramente e per eventi molto importanti. Secondo il Daily Mail Sua Altezza Serenissima non viene fotografata col gioiello al dito dal 2017. Bisogna dire, però, che diverse volte Charlene è stata immortalata persino senza la fede. Potrebbe trattarsi di una scelta di stile come tante. A ben vedere la principessa non è una donna che ama agghindarsi con tanti gioielli vistosi. Ha un’eleganza che punta sulla linearità e la semplicità. Può anche darsi che il principe Alberto le abbia soltanto consigliato di lasciare l’anello in cassaforte. Sarà pure un ricordo prezioso, ma in una clinica, per quanto lussuosa e prestigiosa, non avrebbe troppo senso indossare un oggetto così impegnativo. Charlene e Alberto potrebbero aver optato per la praticità.

Per alcuni, invece, non vi è ragionamento che tenga: l’assenza dell’anello di fidanzamento dal dito della principessa deve essere un chiaro segno di crisi coniugale. La questione è molto delicata, anche perché coinvolge la salute di Sua Altezza Serenissima. Non ci resta che attendere la festa di Santa Devota, molto sentita nel Principato di Monaco, che si svolge tra il 26 e il 27 gennaio. I tabloid pensano che quella potrebbe essere l’occasione giusta per il rientro definitivo della principessa Charlene a casa. Per ora non abbiamo certezze, ma c’è una grande attesa. Certo, le aspettative potrebbero essere deluse, ma ciò non significa necessariamente che Alberto e la moglie siano arrivati al punto di rottura. Ricordiamo che l’ultimo comunicato di Palazzo Grimaldi sulle condizioni di salute di Charlene specificava che “per la completa guarigione ci vorrà ancora qualche mese”.

Charlene come Alice?

Il magazine Tatler e il sito Royal Central hanno visto delle analogie tra la storia della principessa Charlene, compresi i presunti tentativi di fuga dalla Rocca, con un’altra principessa monegasca, Alice Heine. Quest’ultima fu la prima americana a sposare un principe del casato Grimaldi (Grace Kelly sarebbe arrivata diversi decenni dopo). Alice nacque a New Orleans il 10 febbraio 1858. Era figlia del banchiere di origini tedesche Michel Heine e dopo la guerra civile americana (1861-1865) si trasferì con i genitori a Parigi, dove si trovava un’altra sede della banca paterna. Proprio nella capitale francese la giovane conobbe il suo primo marito Armand, marchese di Jumilhac e VII duca di Richelieu e d’Aiguillon. Aveva 17 anni. Alice e Armand ebbero due figli.

Nel 1880, a soli 22 anni, Alice rimase vedova. Durante un viaggio in Portogallo conobbe l’antenato dell’attuale capo di casa Grimaldi, Alberto I, divorziato, padre e di 10 anni più grande di Alice. I due si innamorarono, benché osteggiati dal padre di Alberto, Carlo III. Riuscirono a sposarsi solo 8 anni dopo, il 30 ottobre 1889. Il colpo di fulmine, purtroppo, svanì con la stessa rapidità con cui era scoppiato. Alice e Alberto si resero conto di non avere nulla in comune. Lui era appassionato di oceanografia (infatti fondò il Museo Oceanografico di Monaco nel 1889), lei amava la musica e la danza e diede nuova linfa vitale al teatro nel Principato. Iniziarono i tradimenti da entrambe le parti, finché Alice non decise di fuggire da Monaco.

Il marito, ferito anche a causa dello scandalo scoppiato in seguito alla relazione di Alice con il compositore Isidore de Lara, la bandì dal Principato. La coppia si separò nel 1902, ma non divorziò. Per questo Alice Heine rimase principessa consorte di Monaco, benché di fatto assente. Alberto morì il 26 giugno 1922, la ex moglie il 22 dicembre 1925. Ci sono delle analogie tra questa vicenda e quella di Charlene, ma potrebbero essere solo apparenti. Non possiamo dimenticare che, ufficialmente, l’assenza di Sua Altezza Serenissima è dovuta a motivi di salute.

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