Pretty woman, Julia Roberts e il mito intramontabile di Cenerentola

Pretty woman è uno di quei film che sembra destinato a non morire mai e a sopravvivere nel cuore degli spettatori, che a ogni passaggio televisivo si fanno sedurre da questa storia che riscrive il mito di Cenerentola

Pretty woman, Julia Roberts e il mito intramontabile di Cenerentola

Pretty woman - che andrà in onda questa sera alle 21.25 su Rai 1 - è forse il film che più di tutti rappresenta un vero e proprio classico della commedia sentimentale. Il film di Garry Marshall con Julia Roberts e Richard Gere è entrato così prepotentemente nell'immaginario collettivo da riuscire a registare ottimi ascolti ad ogni passaggio televisivo, nonostante siano passati 31 anni dalla sua uscita in sala.

Pretty woman, la trama

Vivian (Julia Roberts) è una donna che sbarca il lunario facendo la prostituta sulle strade trafficate di Los Angeles. Una notte, durante un suo turno di lavoro, Vivian incontra Edward Lewis (Richard Gere), un imprenditore che sembra essersi smarrito sulla Hollywood Boulevard con una macchina che non pare in grado di guidare. Vivian, allora, si offre di aiutarlo a raggiungere l'albergo dove l'uomo risiede in cambio di una piccola somma di denaro. Giunti a destinazione, Edward invita Vivian nella sua stanza d'albergo e i due finiscono con il passare la notte insieme.

La mattina successiva, quando Vivian si sta già preparando a tornare alla sua vita di tutti i giorni, Edward le propone un affare imperdibile. Le chiede di rimanere insieme per una settimana in cambio di una cifra astronomica. Vivian dovrà non solo fargli compagnia, ma anche essere la sua accompagnatrice in alcune occasioni mondane legate al lavoro di Edward, che è in procinto di comprare un'azienda. Quello che nasce come mero scambio professionale finisce col trasformarsi in qualcosa che né Vivian né Edward avevano programmato.

Perché il film è diventato un classico

Quando Julia Roberts e Richard Gere accettarono di partecipare a Pretty woman probabilmente nessuno dei due si aspettava il successo che il film del compianto Garry Marshall ebbe, tanto sul pubblico quanto sulla critica. Giunto in sala il 23 marzo 1990, il film incassò quasi cinquecento milioni di dollari, rendendo Julia Roberts una star mondiale. Ma nonostante il successo globale forse era ancora più impensabile immaginare che Pretty woman avrebbe resistito alla dura prova del tempo, continuando a essere un film motivazionale per diverse generazioni di donne. Pretty woman, dunque, non si è accontentato di diventare un vero e proprio classico della settima arte, ma è diventato uno di quei casi limite di film che vengono rivisti a ogni passaggio televisivo e che ancora sono in grado di registrare ascolti da record. Film come Ghost o Guardia del corpo hanno dalla loro una forma di affetto da parte del pubblico che li ha resi intramontabili: Pretty woman è senza dubbio il capostipite di questo genere di pellicole di successo.

Un successo che, appunto, non era garantito. Come viene raccontato da Repubblica, quando si iniziò a pensare a Pretty woman, la trama al centro del film era ben diversa da quella che oggi tutti conoscono. All'inizio il film avrebbe dovuto essere un film drammatico, incentrato su una donna dipendente da droghe che veniva abbandonata in un vicolo di New York con i tremila dollari ricevuti come pagamento per lo sfruttamento del suo corpo. Fortunatamente questa variante della trama non andò in porto e Pretty woman divenne non solo una commedia romantica, ma anche una rivisitazione del mito di Cenerentola, che poneva al centro della propria narrazione l'idea di riscatto e di lieto fine. A differenza delle rivisitazioni moderne - come l'ultimo film di Amazon Prime Video, in cui Cenerentola perde gran parte del suo fascino -, Pretty woman riuscì a rescrivere la classica fiaba, portandola negli anni '90. Da Cenerentola Pretty woman eredita l'idea di una protagonista gentile e dal cuore puro, caratterizzata da un destino avverso che l'ha resa povera e senza molti mezzi di sostentamento. E, soprattutto, rimane l'idea di un "principe" che finisce con l'essere sedotto dal buon cuore dalla protagonista e che si impegna a darle un lieto fine di rivalsa.

In effetti, a voler ricercare i motivi che hanno reso Pretty woman un classico tanto amato, il primo che si deve sottolineare è proprio la sua capacità di raccontare un percorso evolutivo dei due personaggi. Se da una parte Edward scopre di avere un cuore e una coscienza e di non essere il classico uomo d'affari senza scrupoli, è soprattutto sul personaggio di Vivian che si concentra la maggior crescita narrativa. In Vivian esiste il riscatto sociale - perché, alla fine, riesce ad abbandonare il marciapiede per il suo personale lieto fine -, ma anche e soprattutto la rivendicazione personale. Vivian è abituata a essere trattata come carne alla mercé del migliore offerente: ma nel corso del film la si vede trasformarsi, accettare di non essere una "cosa" o una persona senza valore. Ne è un esempio lampante la famosa scena dello shopping a Rodeo Drive: al primo tentativo di fare acquisti la donna, ancora troppo legata al suo passato, viene cacciata in malo modo. La seconda volta, tuttavia, lo spettatore può assistere alla trasformazione della donna, che diventa una dama, quasi qualcuno da prendere a modello. E al pubblico cinematografico sono sempre piaciute le storie di riscatto e crescita, quel tipo di racconto in cui c'è la consolazione che, a volte, i sogni possono diventare realtà. Altro tema condiviso con la leggenda di Cenerentola.

Inoltre un altro elemento che ha cooperato a rendere Pretty woman un film intramontabile è la forte alchimia che esiste tra i due protagonisti. La chimica che esiste tra il personaggio di Edward e quello di Vivian è lo stesso che intercorre tra Julia Roberts e Richard Gere: una chimica che è nata subito, sin dal primo incontro. Come racconta il sito dell'Internet Movie Data Base, infatti, tra i due futuri divi di Hollywood nacque immediatamente un forte legame. Nonostante questo, Richard Gere sembrava comunque non del tutto convinto ad accettare il ruolo che lo avrebbe consacrato come eroe romantico di Hollywood. A convincerlo fu una nota di Julia Roberts, scritta in fretta su un post-it che recitava: "Per favore, dì di sì". Richard Gere a quel punto capitolò, a dimostrazione del forte ascendente che Julia Roberts aveva già su di lui. Ed è evidente che, con una chimica tanto palese e naturale, i due attori non avrebbero potuto fare a meno di sedurre e irretire tutto il pubblico che, anno dopo anno, continua a innamorarsi di Pretty woman.

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