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Dalla Statale a Brera, la materia protagonista tra IA, tech e ambiente

Materiali bio, macerie che diventano edifici e installazioni immersive tra musica e poesia

Dalla Statale a Brera, la materia protagonista tra IA, tech e ambiente
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Si "apre oggi alla Fiera di Rho la 64esima edizione del Salone del Mobile alla presenza del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa e il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Un'edizione che si preannuncia straordinaria come anticipano il sindaco Beppe Sala - "Nonostante la difficile situazione internazionale per il design aspettiamo un'affluenza simile a quella degli scorsi anni, se non addirittura maggiore" - e Gilda Bojardi, direttrice di Interni che ha aperto ieri i battenti all'Università degli Studi: "Mi aspetto che ci sia comunque un grande afflusso, che Milano tuteli il suo ruolo di capitale internazionale del design, ma per quello che vedo ad oggi posso dire sicuramente che c'è un afflusso molto intenso".

Protagonista delle installazioni la materia "primo elemento costruttivo" e quindi "parliamo di materiali classici, sintetici, ricomposti e poi materiali distrutti che vengono ricostituiti per far parte di una nuova costruzione o materiali realizzati con scarti, come l'installazione che ha un pavimento con le bucce di pomodori essiccate che, con resina, diventa un pavimento" spiega Bojardi. Il Portico del Richini ospita "House of Polpa", casa costruita con ventimila lattine di polpa di pomodoro Mutti. Attraversare l'architettura rossa e compatta, è un viaggio sensoriale. Manifesto di circolarità e zero waste, dalla pavimentazione in bucce di pomodoro riutilizzate e fino alla donazione delle ventimila lattine, la struttura invita a riflettere sull'importanza di un consumo e di una produzione consapevoli. Nel cortile d'onore della Statale Alessandro Scandurra con Holcim Italia realizza "Mater", le macerie delle scuole in Ucraina che vengono raccolte e ricomposte rigenerando la materia esistente. Ricostruire significa riattivare un senso che è stato interrotto. Nella Hall dell'Aula Magna il visitatore incontra anche "Innesti", progettata da Silvio De Ponte riflette sulla trasformazione dalla materia inerte a quella viva. Costruita con listelli di legno di recupero intrecciati, forma una struttura porosa che ricorda nidi o sistemi radicali, in cui piante e rampicanti diventano componenti essenziali.

"Materiae vuol dire anche discipline: le varie installazioni affrontano temi e discipline differenti come la poesia, l'arte la muasica che dialogano tra di loro" racconta Bojardi. È "Infinity Design della mente", ideata dall'artista Marco Nereo Rotelli, installazione immersiva che unisce arte, scienza, musica e poesia per riflettere sul rapporto tra essere umano e intelligenza artificiale. Lo spazio diventa un dispositivo interattivo in cui sensori scientifici rilevano la presenza dei visitatori e attivano suoni, luci e testi.

Particolarità delle installazioni l'interattività: le opere si animano con l'intervento del visitatore, modificandosi a loro volta. Non solo opere da guardare, ma anche da "provare" per portarsi a casa una riflessione. La città cinese di Busan realizza "Busan Echoes", su progetto di Migliore+Servetto: un paesaggio risonante che si manifesta come un'onda viva di luce, suono ed eco. Elementi sonori ispirati alla tradizione coreana degli ottoni creano un giardino acustico polifonico, attivato dal movimento e dal tocco delle persone. La presenza umana genera vibrazioni e connessioni sinaptiche tra individui e spazio.

Come di consueto Interni ha "sparpagliato" le sue installazioni alla Statale, all'Orto botanico di Brera, al Portrait in collaborazione con Audi, a Eataly e a Urban up di Unipol. Tecnologia, intelligenza artificiale, ricerca sono le tre direttrici lungo cui corre l'analisi della materia.

Ci trasferiamo all'Orto botanico, che ospita due installazioni strettamente legate al tema e alla tutela dell'orto botanico: l'installazione di Annabel Karim Kassar, progetto che reinventa lo spazio dell'Orto come luogo di contemplazione, in cui architettura, arte e paesaggio si intrecciano in sequenze visive e poetiche e il progetto di Irritec e Davision Creative Design Team che immagina un giardino fiabesco dove efficienza e bellezza convivono, e i sistemi irrigui si integrano con discrezione nello spazio, riducendo l'impatto visivo e valorizzando l'ambiente.

Qui il design non è un elemento accessorio, ma parte integrante della sostenibilità.

"Light our fire" di Studio Azzurro per Unipol evoca sulla facciata di De Castillia 23 il Fuoco, chiudendo la quadrilogia degli elementi.

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