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Sequestrati i fogli segreti che Mussolini portò all'incontro con Hitler: erano spariti nel ‘45

Cinque fogli scritti da Mussolini prima di incontrare il Führer nell’aprile 1944 sequestrati dall’Arma dei Carabinieri, erano scomparsi da 80 anni

Sequestrati i fogli segreti che Mussolini portò all'incontro con Hitler: erano spariti nel ‘45

La storia non smette di riservarci sorprese, riportando all’analisi degli esperti documenti nascosti agli storici, come i cinque fogli manoscritti che il Duce aveva preparato prima dell’incontro fissato con Adolf Hitler in Austria, 22 aprile del 1944.

Nell’Italia ormai spezzata a metà dagli sbarchi degli Alleati, che prima di invadere la “Fortezza Europa” partendo dalla Normandia, avevano scelto di colpire quello che Churchill chiamava il “Ventre molle dell’Asse”, ossia la penisola italiana, Benito Mussolini si apprestava a raggiungere il Castello di Klessheim, palazzo barocco a pochi chilometri da Salisburgo, per incontrare il suo dispotico alleato, il Führer che nel 1938 aveva annesso l’Austria, per affrontare tre temi importanti per la Repubblica Sociale: lo stato delle forze armate, la situazione politica ed economica. Mussolini è ben conscio dell’andamento della guerra, che non gioca a favore dell’Italia, e che lo ha già esautorato, arrestato e inviato al confino: è proprio per evitare eccessivi imbarazzi e recuperare un alleato in Europa, che Hitler, appena otto mesi prima, ha inviato i suoi uomini migliori per salvarlo dalla sua prigione sul Gran Sasso.

I fogli sono piegati a quattro, forse per essere messi nella tasca interna della giacca, come faremmo tutti con un promemoria scritto in vista di un incontro importante. Prima di scomparire, come altri documenti di rilevanza storica, un anno dopo, nell'aprile del 1945, quando Mussolini verrà catturato e giustiziato a Milano, nell’ormai famosa Piazzale Loreto.

I fogli che Mussolini aveva portato con sé al Castello di Klessheim erano finiti in una casa d’aste torinese, e ora sono stati sequestrati dal Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri, un reparto specializzato nel contrasto ai crimini contro l'arte e il loro “traffico”, che li ha consegnati all’Archivio Centrale dello Stato. Secondo quanto riportato, documenti come questi sono spariti “insieme a parti dell’archivio personale di Mussolini e di molti organi della Repubblica Sociale Italiana”. Custoditi da collezionisti, che ora a ottant’anni di distanza da quei tragici e turbolenti giorni, ricompaiono, spesso per caso.

La rilevanza di questi documenti, considerati di “evidente rilievo storico”, non poteva diventare un lotto da battere all’asta, e per questo sono stati sequestrati dai militari del Nucleo per Tutela del Patrimonio Culturale di Torino. L’attenta analisi condotta dal Reparto Investigazioni Scientifiche di Parma, che ha previsto una comparazione grafologica, analisi del tratto, confronto con autografi certi, ha autenticato la provenienza dei fogli: sono stati scritti da Mussolini in persona, e il contenuto “corrisponde in molti punti agli argomenti trattati da Mussolini e dal suo ristretto gruppo di collaboratori durante l’incontro con il Führer del 22 aprile 1944 a Salisburgo”, l’incontro che venne svolto al Klessheim dove Hitler incontrò anche Horthy, Antonescu, Tiso, e Pavelić, i “reggenti” degli stati allineati dell’Est.

Tra i documenti sequestrati nel corso della cerimonia che si è tenuta nella sede dell’Archivio Centrale dello Stato di Roma, erano anche documenti legati alla figura di Gabriele d’Annunzio, compreso un telegramma scritto di pugno da Mussolini al Vate.

Ma nel particolare, la “redazione manoscritta da parte del Capo del Governo nell’esercizio delle proprie funzioni, riguardante affari di Stato, civili e militari, nonché le relazioni con un governo straniero”, seppure essi siano stati redatti per la secessionaria Repubblica Sociale Italiana, fa sì che i documenti non possano appartenere a un privato, ma li rende patrimonio storico che appartiene allo Stato.

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