Traffico coca in convento: i narcos finti pellegrini

I carabinieri del Comando provinciale di Piacenza hanno sgominato una organizzazione internazionale di trafficanti di cocaina che utilizzava come base un convento a Milano. I narcos gestivano viaggi religiosi<br />

Piacenza - Il fulcro del traffico di droga era un sudamericano, portinaio di un convento di suore nel centro di Milano che organizzava i viaggi dei corrieri della droga dalla Colombia, mascherandoli come pellegrinaggi. È da qui che i carabinieri di Piacenza, sotto il coordinamento delle Dda di Bologna e Milano hanno concluso l’operazione Annibale, durata tre anni, che ha portato all’arresto di 33 persone, la denuncia di altre ottanta e il sequestro di trenta chili di droga. Quelli che risultavano come pellegrini, diretti in Italia per un periodo di preghiera, in realtà trafficavano cocaina, stoccandola prima in Ghana, trasportandola poi in Italia. Dietro alla base africana anche una truffa: l’organizzazione avrebbe infatti richiesto un finanziamento alla Fao, dietro il paravento di una società di import-export che avrebbe dovuto sviluppare il mercato ittico in Africa. Una casa è stata anche sequestrata a Almenno San Bartolomeo (Bergamo), che sarebbe stata, secondo gli inquirenti, il laboratorio clandestino per la raffinazione della droga poi smerciata nelle province di Milano, Bergamo, Brescia, Varese, Lecco, Lodi, Parma, Piacenza e La Spezia. In manette sono finiti anche Giuseppe e Domenico Vottari, originari di San Luca (Reggio Calabria), da anni trapiantati a Milano e ritenuti dai carabinieri pezzi da novanta del narcotraffico calabrese.
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